Oltre 150 millimimetri di pioggia caduta negli ultimi tre giorni su tutta la regione; esondazione dei fiumi Cervaro e Fortore nel Foggiano e superamento degli argini da parte dell’Idume, in Salento; terreni saturi, allagamenti diffusi e gravi disagi. Il ciclone «Erminio» che ha flagellato la Puglia per 72 ore di fila, lascia dietro di sè una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura in un momento di rinascita vegetativa qual è il periodo primaverile.
Situazione drammatica
«Grano duro a rischio tra ristagni e malattie, ortaggi sommersi, trapianti bloccati per pomodoro e melone con ritardi fino a 45 giorni – si legge in una nota della Coldiretti – danni anche a vigneti e oliveti». Per l’associazione degli agricoltori «è il segno evidente di un clima sempre più estremo: dalla siccità alle bombe d’acqua, senza vie di mezzo. E il territorio paga il prezzo più alto. Servono subito interventi strutturali: manutenzione della rete idraulica, invasi più efficienti e una gestione dell’acqua capace di prevenire, non inseguire le emergenze».
Sulla stessa linea la Cia Puglia: «L’umidità può essere fonte di fitopatie che mettono in pericolo tutte le colture. Compromesse anche le operazioni obbligatorie di contrasto alla xylella, vista l’impraticabilità dei terreni e delle zone attigue».
Credito d’imposta sul gasolio
In un momento di grave difficoltà per il settore, arriva una buona notizia da Roma: la conferma del credito d’imposta sul gasolio agricolo. Una misura, nata da una proposta di Coldiretti.
A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario, un balzo record che aveva portato l’associazione a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni.
«Il caro gasolio, unito ai rincari dei fertilizzanti (l’urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra) – spiegava in una nota Coldiretti – rischia di bloccare l’annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili. In questa fase l’uso delle macchine agricole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l’agricoltura non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni». L’appello accolto dal governo nazionale è un raggio di sole per le speranze del settore. S.R.









