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Il made in Puglia, quando il “locale” diventa un marchio di garanzia globale

Nell’attuale ecosistema del consumo al dettaglio, il concetto di «italianità» non è più solo un’etichetta, ma un vero e proprio motore economico. Secondo le ultime analisi dell’Osservatorio Immagino di Gs1 Italy, il richiamo all'origine nazionale e regionale per i prodotti agroalimentari è diventato uno dei fattori più richiesti dai consumatori, superando per valore e volumi…
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Nell’attuale ecosistema del consumo al dettaglio, il concetto di «italianità» non è più solo un’etichetta, ma un vero e proprio motore economico. Secondo le ultime analisi dell’Osservatorio Immagino di Gs1 Italy, il richiamo all’origine nazionale e regionale per i prodotti agroalimentari è diventato uno dei fattori più richiesti dai consumatori, superando per valore e volumi persino i trend salutistici o i prodotti free from. In questo scenario di riscoperta delle radici, emerge un dato dai numeri raccolti inequivocabile: la Puglia è la protagonista indiscussa della crescita territoriale.

L’analisi ha monitorato oltre 130 mila prodotti della grande distribuzione, incrociando le informazioni sulle etichette con i dati di vendita. Il risultato è una fotografia nitida: gli italiani cercano rassicurazione e qualità nel legame con la terra. Il Made in Italy – declinato attraverso icone come il tricolore, il claim «100% italiano» o i marchi di tutela (Dop, Igp e Stg) – genera un giro d’affari che supera i 13 miliardi di euro.

I dati

In questo contesto, la Puglia si distingue come la regione più vivace, con 869 referenze a scaffale. La regione registra una crescita dell’11,4% a valore e del 10,5% a volume, raggiungendo i 248 milioni di euro di vendite. L’Osservatorio Immagino sottolinea come la chiarezza dell’etichetta sia la «regola del gioco» fondamentale. Il consumatore moderno è un soggetto attivo che esercita il proprio diritto alla conoscenza: per la Puglia, la sfida è mantenere alta la guardia contro il fenomeno dell’Italian Sounding e garantire che il richiamo al territorio corrisponda a una reale tracciabilità lungo tutta la filiera. La crescita delle Dop e delle Igp pugliesi conferma che la tutela giuridica del marchio è lo strumento più efficace per difendere il valore economico del territorio.

La protezione legale del nome «Puglia» e delle sue denominazioni specifiche permette ai produttori di competere su mercati complessi non sul prezzo, ma sull’unicità. La Puglia, quindi, non è più solo una meta turistica ambita, ma un brand agroalimentare solido e in espansione. I dati parlano chiaro: nel carrello della spesa, il territorio vince sulla massificazione. Se l’Italia è il marchio ombrello che garantisce fiducia, la Puglia è il motore identitario che oggi, più di ogni altra regione, sta dimostrando come la tradizione soprattutto in cucina, se ben comunicata e protetta giuridicamente, possa trasformarsi in una straordinaria opportunità di crescita economica globale.

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