Home » Puglia » Liste d’attesa, prolungato fino al 31 dicembre il piano di recupero

Liste d’attesa, prolungato fino al 31 dicembre il piano di recupero

L’asticella sarà ora innalzata per aggredire le cause che alimentano le «file della vergogna», tagliando le prescrizioni inappropriate

Liste d’attesa, prolungato fino al 31 dicembre il piano di recupero

La battaglia contro le liste d’attesa entra nella seconda fase. La Regione Puglia ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2026 il piano straordinario di recupero delle prestazioni sanitarie, scegliendo di rafforzare un intervento che nei primi cinque mesi dell’anno ha già consentito di anticipare oltre 126 mila visite, esami e ricoveri. L’asticella sarà ora innalzata per aggredire le cause che alimentano le «file della vergogna», tagliando le prescrizioni inappropriate e attraverso un modello organizzativo uniforme da applicare in tutte le aziende sanitarie pugliesi.

La decisione è emersa ieri nel vertice tecnico presieduto dall’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, insieme alla direttrice generale di Aress, Lucia Bisceglia, al capo del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, e ai direttori generali di Asl, Irccs e aziende ospedaliere. Nei prossimi giorni partiranno incontri bilaterali in ogni Asl per consolidare i risultati dei primi cinque mesi del 2026 e programmare il secondo semestre, definendo obiettivi, priorità e fondi necessari. Accanto al recupero delle prestazioni fuori soglia gli sforzi saranno concentrati sulle branche più in difficoltà: cardiologia, dermatologia, urologia, oculistica e ortopedia. Ma la vera novità sarà il controllo dell’appropriatezza prescrittiva, in particolare delle ricette con classe di priorità U e B, quelle che incidono maggiormente sulla formazione delle liste d’attesa. Le prestazioni U (urgenti) da erogare in 5 giorni e le brevi entro 15 giorni.

L’eccessivo ricorso a queste due tipologie – spesso assegnate per saltare la fila ed in assenza di esigenze cliniche – finisce per saturare le agende e rallentare i pazienti che hanno effettivamente bisogno di un accesso rapido. Per questo saranno avviati audit nei distretti socio-sanitari e introdotti cruscotti informatici di supporto ai medici prescrittori, con l’obiettivo di uniformare i criteri di prescrizione e costruire un sistema unico di gestione delle liste d’attesa in tutta la Puglia. Sul fronte economico manca ancora il bilancio definitivo dei primi cinque mesi. Tuttavia la cifra programmata fino a giugno di circa 15 milioni di euro, anche nell’ipotesi di un utilizzo completo, resterebbe di gran lunga inferiore, circa un sesto, rispetto ai 65 milioni di euro impiegati nel 2025. In dettaglio quesiti i numeri della ventesima settimana di monitoraggio. Sono stati contattati 220.618 cittadini: 201.899 per visite ed esami specialistici e 18.719 per ricoveri ospedalieri. Complessivamente sono state anticipate 126.312 prestazioni.

I rifiuti sono stati 54.265, prevalentemente nell’attività ambulatoriale. Nel 63% dei casi gli utenti hanno preferito mantenere l’appuntamento già fissato; nel 22% avevano già effettuato la prestazione in un’altra struttura; nel 14% la visita o l’esame non era più necessaria. Complessivamente sono state anticipate ed erogate 110.648 prestazioni specialistiche. Per le richieste urgenti (classe U) sono state recuperate 3.384 prestazioni, con un anticipo medio di 145 giorni. Le prestazioni brevi (classe B) sono state 55.769, con un anticipo medio di 134 giorni. Per le prestazioni differibili (classe D) sono state recuperate 28.808 prestazioni, anticipate in media di 92 giorni, mentre le programmabili (classe P) sono state 16.746, con un anticipo medio di 91 giorni. A queste si aggiungono 5.941 prestazioni prive di codice di priorità, ma indispensabili per la stadiazione e il follow up dei pazienti oncologici e per il completamento dei percorsi diagnostico-terapeutici delle patologie croniche. Nonostante i risultati certificati dal monitoraggio regionale, resta però un evidente divario tra i dati ufficiali e la percezione dei cittadini.