La situazione di instabilità geopolitica internazionale sta cambiando le scelte delle vacanze degli italiani e la Puglia si ritrova al centro di una nuova geografia del turismo estivo. Da una parte si registra il boom delle prenotazioni verso le località nazionali, dall’altra il rallentamento dei viaggi all’estero che ha fatto crollare i prezzi dei voli internazionali. In questo scenario emerge una regione a due velocità: il Gargano continua a rappresentare l’alternativa conveniente del mare italiano, mentre il Salento consolida il proprio posizionamento tra le destinazioni più richieste e costose del Sud.
Secondo il «Dossier Vacanze 2026» di Assoutenti, una famiglia di quattro persone che prenota oggi una settimana di ferie dal 9 al 16 agosto spende mediamente 2.025 euro, con un aumento del 12,6% rispetto allo scorso anno. Tra le località italiane analizzate spicca Vieste, che con una spesa media di 1.255 euro si conferma la meta più economica del campione, davanti a molte località della Riviera romagnola e ben lontana dai livelli della Sardegna. Una fotografia che trova conferma anche nelle recensioni e nei commenti pubblicati sui principali forum turistici e portali di viaggio.
Molti utenti segnalano come il Gargano mantenga un rapporto qualità-prezzo competitivo, soprattutto per famiglie e gruppi, grazie a un’offerta ricettiva ancora diversificata e a costi mediamente inferiori rispetto ad altre destinazioni balneari. Diversa la situazione nel Salento, dove i viaggiatori segnalano, invece, prezzi più elevati nelle settimane centrali di agosto. Qui, il crescente appeal internazionale ha progressivamente spinto verso l’alto i listini. L’effetto della guerra si avverte anche nei trasporti. I rincari del carburante hanno fatto aumentare del 10,9% il costo dei traghetti.
Al contrario, il calo della domanda verso l’estero ha provocato una riduzione media del 23% delle tariffe aeree. Un elemento che riguarda da vicino anche i pugliesi. Secondo le indicazioni raccolte dagli operatori turistici e dalle agenzie di viaggio, una parte consistente del turismo in uscita dalla regione continua infatti a orientarsi verso le destinazioni balneari europee, con la Spagna in testa alle preferenze.
