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Legge elettorale pugliese, Pagliaro (FdI): «Pronti a collaborare ma non per moltiplicare le poltrone»

«È interesse di tutti che la volontà popolare, espressa democraticamente nella cabina elettorale, abbia più peso rispetto all’articolato e ingarbugliato calcolo attuale». Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, Paolo Pagliaro, a seguito delle dichiarazioni del governatore Antonio Decaro relative a un “tagliando” per la legge elettorale pugliese.

Per Pagliaro «sarebbe sufficiente contare i ricorsi depositati al Tar contro la legge elettorale, sono sette (ma anche cinque anni fa non furono pochi), per concordare con il presidente Antonio Decaro che il testo normativo regionale ha bisogno di un “tagliando” e, come Fratelli d’Italia, siamo anche pronti a collaborare».

Il capogruppo di FdI, però, avverte: «Sia chiaro fin d’ora che non saremo disponibili a rivedere la legge elettorale per assecondare la “sete di potere” di una nuova classe politica e dirigente all’interno del centrosinistra». Per Pagliaro «il principio della rappresentanza territoriale va rispettato e non può essere messo a rischio da circoscrizioni che avendo più elettori potrebbero fare la parte del leone a discapito delle piccole (penso soprattutto a Brindisi e Bat), ma del resto è necessario che la divisione dei seggi a disposizione resti inalterata».

Pagliaro assicura che «su un punto saremo sicuramente intransigenti: non moltiplicheremo le poltrone aumentando la spesa pubblica ovvero sottraendo risorse ad altre emergenze che in Puglia abbiamo. Per questo – prosegue – abbiamo più volte ribadito il “no” ai consiglieri supplenti, un meccanismo che porterebbe a prevedere almeno altre otto indennità. A questo punto – conclude – auspichiamo un confronto serio e leale nella Commissione competente, la VII, e non nelle sacrestie del centrosinistra, nella convinzione di poter arrivare in aula con un testo preconfezionato, da far passare a colpi di maggioranza. Se così fosse, Fratelli d’Italia annuncia fin d’ora una battaglia serrata».

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