Il Tar della Puglia si pronuncerà a maggio sui sette ricorsi depositati contro la legge elettorale regionale da alcuni candidati non eletti delle liste Avanti Popolari, Fratelli d’Italia, Partito democratico (Pd), Decaro presidente e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs).
Lo ha annunciato, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar, Leonardo Spagnoletti, spiegando che «sono stati fissati ovviamente con la peculiare urgenza che richiede il rito elettorale».
I non eletti contestano in alcuni casi l’attribuzione dei seggi nelle diverse circoscrizioni, la ripartizione del premio di maggioranza, il criterio di calcolo della soglia di sbarramento. I giudici amministrativi saranno chiamati a decidere su tutte queste questioni.
«Credo sia arrivato il momento, dopo due elezioni, di fare una sorta di tagliando alla legge elettorale, un tagliando che dovrà fare il Consiglio regionale, passando dall’apposita commissione», ha affermato sul tema il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. La legge elettorale, ha aggiunto, «è una scelta del Consiglio regionale che in questo è sovrano, non dipende dalla Giunta. È chiaro – ha spiegato – che quello che è accaduto nelle ultime due elezioni ci fa capire che viene a mancare un principio di rappresentatività, che è un principio di rappresentatività territoriale; viene a mancare anche un principio di rappresentatività delle singole liste, dei singoli partiti che hanno partecipato alla competizione elettorale».
Per Decaro «ci sono delle norme che sono state fatte in Regione che sono delle norme di autoconservazione dei consiglieri regionali, dalla legge elettorale, alla norma che prevede che si possano scegliere gli assessori solo dal Consiglio regionale, otto su 10, una norma che non esiste in altre regioni italiane. Si è votato in Campania e nel Veneto, in una gli assessori sono tutti esterni in altri chi era stato eletto si è dovuto dimettere, separando, come credo sia giusto, l’attività gestionale dell’assessore dall’attività di programmazione e di pianificazione del consigliere regionale, ma anche queste – ha concluso – sono scelte che fa il Consiglio regionale e non il presidente della Giunta».










