La Regione Puglia non resisterà in giudizio contro il governo centrale per ostacolare l’impugnazione della legge “anti-sindaci”. L’annuncio è arrivato ieri, a sorpresa, durante i lavori del Consiglio regionale. Sul tema, alquanto divisivo, è intervenuto direttamente il presidente pugliese Michele Emiliano parlando nel merito della norma “galeotta”, presentata di soppiatto dal centrodestra, ma votata a dicembre scorso a scrutinio segreto da una maggioranza trasversale nel corso della maratona di bilancio.
L’iter della norma
Il testo ha introdotto, per i sindaci in carica, l’obbligo di dimettersi sei mesi prima della data fissata per le elezioni per potersi candidare alle regionali. Il comma è stato immediatamente ribattezzato “anti-Decaro” perché sembrava “costruito ad arte” per ostacolare la candidatura di diversi sindaci, esponenti del Partito democratico, in predicato di scendere in campo alle regionali al fianco dell’europarlamentare, candidato in pectore del centrosinistra.
Dopodiché la legge è stata impugnata da Palazzo Chigi e, da allora, la maggioranza regionale s’è messa al lavoro per provare a cancellarla ma senza mai riuscirci. Nel frattempo l’Anci Puglia è insorta contro la «legge liberticida» e, per sollecitare una correzione, i sindaci pugliesi hanno dato vita a un flash-mob nell’agorà del Consiglio regionale.
La svolta
Ieri, invece, è arrivata l’esternazione di Emiliano che ha preannunciato una decisione della Giunta che di fatto spiana la strada al superamento della norma, segnando sostanzialmente un punto a favore di Decaro. Il governatore è partito parlando della sfilza di osservazioni al bilancio pugliese mosse da Palazzo Chigi: «Mentre sulla totalità di queste impugnative – ha detto in aula – la Giunta deciderà di resistere formalmente ai rilievi del Governo, c’è un punto sul quale l’istruttoria, secondo l’Avvocatura, non è stata sufficiente.
Si tratta della legge che prevede le dimissioni dei sindaci 180 giorni prima per potersi candidare alle regionali. Su questo punto l’Avvocatura ritiene di non avere elementi per resistere, quindi, se non ci sono suggerimenti da parte vostra di tipo diverso, la Giunta deciderà, o potrebbe decidere fondatamente, stasera di non frapporre su questo punto argomentazioni a confutazione». Della serie: il Governo centrale può inviare tranquillamente all’esame della Consulta senza ostacoli da parte della Regione.
Le conclusioni
«Questo volevo dirvi – ha aggiunto Emiliano – così lo sapete da prima. Se ci sono suggerimenti o posizioni diverse potete farle presente. Per poi aggiungere che l’Avvocatura, pur avendo tentato di ottenere elementi o argomenti dagli uffici del Consiglio per contrastare la legge anti-sindaci, non ne ha ricevuti». Da qui la conclusione che non è possibile contrastare l’irragionevolezza dell’anticipazione delle dimissioni rispetto alla possibilità di candidatura. Il consigliere Antonio Scalera di centrodestra, uno dei firmatari del comma “anti-Decaro”, ha tentato di replicare, ma la seduta è andata avanti con un altro argomento all’ordine del giorno.