«Nonostante la cronica necessità di manodopera», la Puglia «fatica a regolarizzare e integrare pienamente i lavoratori stranieri, scivolando agli ultimi posti nel Sud per incidenza di occupati extracomunitari nel settore privato non agricolo, appena il 4,2%». È il commento di Confagricoltura Bari Bat ai dati diffusi dall’ultimo dossier della Cgia di Mestre e dallo studio Labour Int III, ritenendo che «il settore primario – si legge in una nota – possa e debba rappresentare il modello di riscatto per l’intera economia regionale».
«I numeri emersi – dichiara Massimiliano Del Core, presidente dell’associazione degli agricoltori baresi – sono una mortificazione alla Puglia che produce». Secondo Del Core «vedere la nostra regione agli ultimi posti per lavoratori stranieri regolarizzati nel settore privato non agricolo è il segnale di un sistema che non riesce ancora a trasformare l’accoglienza in vera integrazione economica. In agricoltura – continua – viviamo quotidianamente il paradosso di un settore che ha bisogno di braccia e competenze, ma che deve combattere contro la burocrazia per ottenerle. Proviamo a impegnarci sempre più per scongiurare la piaga dello sfruttamento del lavoro, dei ghetti e dell’illegalità che offusca il lavoro delle migliaia di imprese sane che caratterizzano il comparto agricolo sul nostro territorio».
Il presidente Del Core evidenzia che «il sistema delle aziende agricole, al netto di rari e stigmatizzabili episodi, è tra i più virtuosi nell’accoglienza, nella gestione e nella valorizzazione del lavoro da parte di operai extracomunitari, contribuendo a garantire integrazione, dignità e diritti». Per Confagricoltura Bari-Bat «la soluzione non è solo normativa, ma logistica e culturale: attraverso collaborazioni con le aziende per il potenziamento dell’azione dei Centri per l’Impiego; aumentando servizi e alloggi pubblici, passando così dall’accoglienza dei ‘ghetti’ a soluzioni abitative dignitose. E infine – conclude – prevedendo maggiori incentivi per le aziende all’assunzione e regolarizzazione di lavoratori extracomunitari, premiando le imprese che investono in formazione e sicurezza per i lavoratori stranieri».