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La “Resurrezione di Cristo”, la passione per l’Italia di Mel Gibson: Smutniak e Scamarcio nel cast

Come nel film originale, girato in larga parte a Matera, anche questa nuova produzione ha scelto il Sud come scenario principale

La “Resurrezione di Cristo”, la passione per l’Italia di Mel Gibson: Smutniak e Scamarcio nel cast

Mel Gibson ha terminato le riprese di «The Resurrection of the Christ», il progetto che riporta sullo schermo il seguito de «La Passione di Cristo» del 2004. Un film atteso da oltre vent’anni e pensato fin dall’inizio come un dittico: la prima parte arriverà al cinema il 26 marzo 2027, la seconda il 6 maggio 2027, secondo il calendario diffuso dalla distribuzione internazionale Lionsgate.

Un ritorno complesso, attraversato da rinvii, riscritture e pause. E anche un ritorno in Italia. Come nel film originale, girato in larga parte a Matera, anche questa nuova produzione ha scelto il Sud come scenario principale per ricostruire l’immaginario della Gerusalemme del I secolo.

Le riprese si sono svolte tra Matera, le aree rupestri di Craco, Ginosa, Gravina in Puglia e Brindisi, con ulteriori lavorazioni a Cinecittà, dove le riprese sono iniziate il 6 ottobre 2025. Una lavorazione durata circa sette mesi, che conferma la centralità del paesaggio italiano nella visione di Gibson, che ha sempre privilegiato location naturali rispetto a una ricostruzione digitale.

Un acid trip

Il film è prodotto da «Icon Productions» e riprende la narrazione dei Vangeli concentrandosi sugli eventi successivi alla crocifissione. Gibson ha descritto la sceneggiatura, scritta insieme a Randall Wallace, come «un acid trip», aggiungendo di non aver mai letto nulla di simile.
Nel ruolo di Gesù non torna Jim Caviezel: la parte è affidata all’attore finlandese Jaakko Ohtonen, 36 anni, noto per «Vikings: Valhalla» e «The Last Kingdom», scelta che segna una discontinuità netta rispetto al film del 2004. Mariela Garriga interpreta Maria Maddalena, mentre tra i volti italiani spiccano Riccardo Scamarcio, nei panni di Ponzio Pilato, e Kasia Smutniak, nel ruolo di Maria madre di Gesù. Nel cast anche Pier Luigi Pasino nel ruolo di Pietro e Rupert Everett in quello di Abramo.

La scelta del cast internazionale e italiano si inserisce in un progetto che Gibson ha costruito come produzione globale, ma con radici precise nei luoghi della storia del cinema religioso. Matera, in questo senso, non è solo un set ma un riferimento visivo già consolidato nell’immaginario del pubblico.

Il film ha abbandonato l’ipotesi di un ricorso esteso al de-aging digitale del cast originale: una strada tecnicamente complessa e alla fine accantonata in favore di un nuovo ensemble di interpreti. La decisione è stata dettata anche dai costi, considerato che il budget complessivo si aggira sui 250 milioni di dollari.

Vent’anni di lavorazione

Le riprese si sono concluse tra fine aprile e inizio maggio 2026, dopo circa sette mesi di lavorazione complessiva. Gibson ha condiviso la prima immagine ufficiale del film sui canali di produzione, segnando simbolicamente la fine della fase di set e l’inizio di quella promozionale.

Ora resta la fase più lunga: quella dell’attesa. Un progetto che ha attraversato più di vent’anni di sviluppo, tra ambizioni, pause e ripartenze, e che si prepara a tornare in sala come uno degli eventi cinematografici più discussi tra 2027 e 2028.