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La nuova legge elettorale e le preferenze, Terrevoli lapidaria: «È solo caciara»

L’attivista pugliese della “Rete delle donne costituenti” ricorda l’impegno in Regione Puglia sulla doppia preferenza di genere

La nuova legge elettorale e le preferenze, Terrevoli lapidaria: «È solo caciara»

A esprimere un’opinione sul tema delle preferenze nella prossima legge elettorale per le Politiche allo studio, c’è anche Magda Terrevoli, attivista della «Rete delle donne costituenti».

«Ogni volta che si parla di voto alle donne, la prima cosa che si fa è buttarla in caciara, senza spiegare niente. Eppure la storia ci insegna che di gratis noi non abbiamo mai avuto niente. Lo dimostrano i dati: in Assemblea Costituente le donne erano solo il 3 per cento del Parlamento e, ancora oggi, sono sempre molto lontane dalla parità rispetto agli uomini». La domanda che si pone è chiara: «Vogliamo che il Paese sia rappresentato solo dagli uomini? Allora diciamolo chiaramente. Però non facciamo finta di non capire i problemi e tutte le situazioni che remano contro la rappresentanza delle donne negli organi decisionali».

Terrevoli ricorda l’impegno in Regione Puglia sulla doppia preferenza. «A circa vent’anni dalla raccolta firme, non hanno ancora modificato la norma che prevede l’inammissibilità delle liste che non rispettano il rapporto del 40 e 60 per cento – e continua -. Le preferenze, è vero, sono uno strumento di selezione, ma non è sempre così. Sappiamo che ormai sono spesso in mano a gruppi di potere molto forti, che spostano voti senza che dall’altra parte ci sia necessariamente qualità, ma solo perché sono portatori o portatrici di interessi. Ormai il consenso viaggia attraverso reti consolidate e soprattutto attraverso risorse economiche». Quindi non è un sistema che favorisce l’equilibrio.

«Nell’ultima tornata elettorale regionale abbiamo avuto una donna che ha preso tantissime preferenze, Lucia Parchitelli, che nonostante tutto non è riuscita a entrare perché, attraverso una serie di strumenti che lo stesso partito ha messo in campo, spostando anche consensi su uomini in situazioni più semplici, lei è rimasta fuori – continua Terrevoli -. Altri, sempre del Pd, con un numero di voti molto inferiore e senza essere neppure della circoscrizione in cui sono stati candidati, oggi siedono in Consiglio regionale». E poi conclude: «Auspico che ci sia la volontà, da parte di tutti i soggetti politici, di cambiare le norme. Senza le donne perde la democrazia e la qualità del governo del Paese. Come Rete donne costituenti continueremo ad incontrarci, anche per costruire una solidarietà tra donne, non sempre scontata».