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Invasi pieni in Puglia, ma il problema è la distribuzione dell’acqua

Il sistema degli invasi pugliesi è il pilastro dell’irrigazione agricola regionale. Bacini come Occhito, Capacciotti, Locone e quelli del sistema Fortore–Ofanto garantiscono riserve fondamentali per sostenere colture strategiche in un territorio esposto alla scarsità d’acqua. Negli ultimi mesi il quadro è migliorato. Secondo i dati dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e della Regione, le…
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Il sistema degli invasi pugliesi è il pilastro dell’irrigazione agricola regionale. Bacini come Occhito, Capacciotti, Locone e quelli del sistema Fortore–Ofanto garantiscono riserve fondamentali per sostenere colture strategiche in un territorio esposto alla scarsità d’acqua.

Negli ultimi mesi il quadro è migliorato. Secondo i dati dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e della Regione, le piogge invernali hanno aumentato i volumi invasati: l’invaso di Occhito ha superato i 90 milioni di metri cubi, mentre Capacciotti si attesta oltre i 20 milioni. Numeri che consentono una programmazione più stabile rispetto agli anni recenti, pur senza eliminare le criticità. Il nodo centrale resta infatti il sistema irriguo.

L’acqua accumulata deve essere distribuita in modo efficiente attraverso reti e impianti gestiti dai consorzi di bonifica. In questo contesto il Consorzio di Capitanata rappresenta un riferimento strategico, servendo migliaia di ettari nei comprensori dell’Ofanto e del Fortore. È qui che la disponibilità idrica si traduce in turnazioni e assegnazioni per le aziende agricole. Le organizzazioni di categoria evidenziano però limiti strutturali.

La richiesta

La Cia-Agricoltori Italiani Puglia ha sottolineato la necessità di aumentare la capacità di accumulo e ridurre gli sprechi, evidenziando come spesso parte dell’acqua non possa essere trattenuta e venga dispersa. Una criticità che rende indispensabili nuovi investimenti. Sulla stessa linea Confcooperative Puglia, che richiama l’urgenza di ammodernare le infrastrutture irrigue e migliorare l’efficienza delle reti per garantire competitività al comparto agricolo.

In questo scenario si inserisce l’avvio anticipato della stagione irrigua dal 15 aprile, reso possibile dal miglioramento delle riserve. Come evidenziato dall’assessore Francesco Paolicelli, si tratta del risultato di una programmazione avviata nei mesi scorsi per dare certezze agli agricoltori. La sfida resta però strutturale: rendere il sistema degli invasi e della distribuzione più efficiente e resiliente. Perché è nella capacità di gestire ogni metro cubo d’acqua che si gioca il futuro dell’agricoltura pugliese.

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