Home » Puglia » Confindustria e gli interessi cinesi in Puglia, Divella: «Dai farmaci alla meccatronica»

Confindustria e gli interessi cinesi in Puglia, Divella: «Dai farmaci alla meccatronica»

Confindustria e gli interessi cinesi in Puglia, Divella: «Dai farmaci alla meccatronica»

Il mercato cinese non rientra tra le primissime destinazioni delle merci pugliesi. Le esportazioni regionali verso la Cina si attestano su un valore complessivo stimato tra i 130 e i 150 milioni di euro. A fronte di un import molto forte. Il valore delle merci in entrata dalla Cina ha superato gli 850 milioni di euro, in base a fonti del ministero degli Affari esteri. I flussi commerciali dalla Puglia verso Pechino si concentrano su farmaceutica, meccatronica e componentistica, agroalimentare, arredo e design, moda e materiali da costruzione. Dalla Cina in Puglia si importano principalmente apparecchiature elettroniche, macchinari industriali, componenti per autoveicoli, prodotti chimici e tessili, beni per la casa. Francesco Divella, vicepresidente di Confindustria Bari-Bat ha appena salutato una delegazione della Repubblica Popolare cinese in visita in Puglia.

Presidente c’è un evidente sbilanciamento nel rapporto import-export fra Cina e Puglia. Non sarebbe opportuno cercare di riequilibrare la bilancia e come?

«La Cina ha avuto un exploit a livello di esportazioni in tutto il mondo. L’andamento in Puglia rispecchia anche quello di altre zone. Noi abbiamo i nostri sbocchi tradizionali che sono, per esempio, in Europa, la Germania in primis ma anche Stati Uniti e altre aree, però le aziende pugliesi devono anche diversificare e quindi devono guardare a Oriente, sfruttando anche il fatto che Bari da sempre è stata considerata la porta d’Oriente»

D’altronde la collaborazione fra Bari e il distretto di Guangzhou è di di oltre 40 anni fa.

«Infatti, noi vogliamo sfruttare anche questa collaborazione, ne abbiamo parlato con l’assessore Di Sciascio. Ci sono enormi enormi potenzialità per quanto riguarda l’industria meccanica, l’automotive, la farmaceutica e poi l’agroalimentare e ne abbiamo parlato con questa delegazione cinese di alto livello. Tenendo presenti le loro grandi tradizioni alimentari, per cui bisogna approcciarsi in una maniera corretta a questi mercati. Non si può pretendere di esportare così il prodotto, va capito, va spiegato».

Ma gli spaghetti Divella prima o poi il popolo cinese li preferirà ai suoi?

«Noi esportiamo in Cina già da anni ed esportiamo soprattutto pasta lunga, appunto, spaghetti. Esportiamo in Cina, in Giappone e siamo presenti, nella catena di Pizza Hut con 1500 ristoranti dove servono anche la pasta pronta».

Presidente al di là dell’agroalimentare i cinesi sembrano molto interessati a investire in Puglia. Ma in in quali settori e in quali forme?

«È vero ci hanno confermato che la Puglia appare una una regione attrattiva dal punto dal vista cinese. Siamo visti quale regione attrattiva con alte potenzialità. Ovviamente abbiamo bisogno di infrastrutture, porti che funzionano, aeroporti strade, ferrovia, tutto ciò che ci può mettere in concorrenza con le altre regioni».

Su cosa puntano in particolare?

«Stanno valutando alcuni investimenti diretti nel settore dell’automotive, per aprire stabilimenti in Italia. D’altronde con il boom dell’elettrico, stanno facendo le loro valutazioni».

Potrebbero dare una mano concreta all’automotive pugliese?

«Potrebbero dare una spinta, visto che in quel settore c’è una transizione proprio dal tradizionale all’elettrico, loro hanno questo know-how e sono i primi. A livello europeo non dobbiamo buttare all’aria quello che erano le nostre eccellenze nel settore dell’automotive, della componentistica, penso a Brembo. Con la delegazione abbiamo anche parlato della possibilità di una missione a novembre, con la Regione».

Divella ci sono una serie di incombenze burocratiche che non snelliscono i flussi commerciali con la Cina, come pensate di muovervi?

«E’ un problema non tanto per la grande impresa quanto per le piccole e medie imprese, è una barriera all’ingresso importante e noi con Confindustria facciamo tutto questo lavoro per far capire anche alle PMI come approcciarsi a questi mercati».