Alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, momento indelebile per la coscienza civile del Paese, la Puglia risponde alle recenti escalation criminali sul territorio rilanciando sul fronte dell’Alta formazione. È stato presentato questa mattina il primo Short Master universitario in “Mafie, corruzione, etica e sviluppo”, un percorso di 40 ore totalmente gratuito (al netto delle sole tasse d’iscrizione) nato per blindare la Pubblica amministrazione e il tessuto economico locale dai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata.
Il corso, promosso per l’anno accademico 2025/2026, attua l’articolo 77 della Legge di stabilità regionale con un finanziamento di 20 mila euro. Dietro la cabina di regia c’è una solida alleanza strategica che vede il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari affiancato da Anci Puglia, Libera, Avviso Pubblico, la Fondazione Stefano Fumarulo, la Fondazione Premio Giorgio Ambrosoli e l’associazione Rule of Law.
A chi si rivolge e come iscriversi
I posti disponibili sono 200 e le iscrizioni resteranno aperte sul portale dell’Università di Bari fino al 18 giugno 2026. Il superamento del corso garantirà l’acquisizione di 5 crediti formativi universitari (Cfu).
L’obiettivo è creare una “comunità sentinella”: il bando si rivolge infatti a funzionari pubblici, sindacalisti, manager d’impresa, insegnanti e operatori del Terzo settore. Un invito particolare è stato rivolto anche al comparto agricolo dall’assessore regionale all’Agricoltura (promotore dell’emendamento nella scorsa legislatura da consigliere): «Investire in formazione nel mondo agricolo significa tutelare i diritti, la dignità del lavoro e la trasparenza di una filiera vitale per la nostra terra».
A guidare il master sarà il professor Giuseppe Moro, ordinario di Sociologia generale a Uniba, che ha tracciato la linea scientifica del progetto: «Vogliamo dimostrare che un’azione amministrativa trasparente e rigorosa è molto più efficace nel contrasto alle mafie rispetto alla sola risposta repressiva della magistratura».
Il livello dei docenti scelti per le lezioni è di primissimo piano. In cattedra saliranno infatti figure di punta del contrasto alla criminalità organizzata pugliese, come il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, insieme ai magistrati della Dda di Bari Francesco Giannella e Giuseppe Gatti.
L’antimafia sociale 2.0 e la sfida di Libera
La presentazione del master è stata anche l’occasione per fare il punto sui prossimi passi dell’Antimafia sociale in Puglia. L’assessora regionale con delega al ramo ha annunciato l’imminente riqualificazione di 13 beni confiscati alle mafie tramite l’avviso Puglia Beni Comuni, il sostegno alle fondazioni antiusura e lo sblocco dei Cantieri Innovativi 2.0, che hanno registrato il record di 154 proposte progettuali presentate da oltre 600 organizzazioni del territorio.
Un attivismo, quello della sponda pugliese, elogiato da Gianluca Vurchio di Avviso Pubblico, che ha definito la Regione «un modello nazionale di contrasto non repressivo alla criminalità».
Rinnovare gli strumenti resta però la priorità assoluta, come ricordato dal referente di Libera Puglia, don Angelo Cassano: «L’antimafia sociale non può restare ferma a trent’anni fa. Dobbiamo aggiornare i nostri codici di lettura perché i clan cambiano e si evolvono; questo master va esattamente nella direzione di dare risposte contemporanee a minacce sempre più complesse».



