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Attualità Puglia

In Puglia l’acqua più cara del resto d’Italia: nel 2025 fino a 545 euro a famiglia

Aumentano le bollette dell’acqua per le famiglie pugliesi. Nel 2025 la spesa media annua raggiunge i 545 euro per una famiglia tipo di tre persone con un consumo di 182 metri cubi, con un rincaro del 5% rispetto al 2024; il dato è superiore alla media nazionale di 528 euro, che registra comunque un aumento del 5,4%. Sul fronte dei consumi, se si scende a 150 metri cubi l’anno, la spesa media nazionale si attesterebbe a 415 euro, con un risparmio di 113 euro rispetto allo scenario di consumo più elevato.

Il rapporto

Il quadro emerge dal XXI Rapporto sul servizio idrico integrato dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, diffuso alla vigilia della Giornata mondiale dell’acqua. Il monitoraggio ha preso in esame le tariffe applicate nel 2025 in tutti i capoluoghi di provincia, riferite a una famiglia tipo di 3 persone e a un consumo annuo di 182 metri cubi. In Puglia il dato che colpisce è l’assoluta uniformità tra le province: a Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto la bolletta per 182 metri cubi è identica, 545 euro, con lo stesso incremento del 5% sull’anno precedente.

Le differenze con l’Italia

Se si guarda al resto del Paese, le differenze tra territori restano marcate. La regione con la spesa più bassa è il Molise, con 274 euro annui medi, ma con un balzo del 17,5% in un anno; la Toscana si conferma la più cara con 770 euro a famiglia e un aumento del 2,9%. Tra i capoluoghi, Frosinone resta il più costoso con 973 euro di spesa annua, mentre Milano continua a essere il capoluogo più economico con 203 euro; i rincari più pesanti si registrano a Reggio Calabria (+19,4%) e Crotone (+19,2%).

Le perdite di rete

Accanto al tema delle tariffe, il rapporto accende i riflettori sulle perdite di rete. In base agli ultimi dati Istat disponibili (2022), la dispersione idrica media nazionale è del 42,4%, con punte più alte soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole. In Puglia il livello medio di dispersione si attesta al 29,5%, ma i valori oscillano fortemente da città a città: Taranto guida la classifica negativa con il 47,7% di acqua immessa in rete che non arriva ai rubinetti, seguita da Bari al 42,6%; all’estremo opposto Lecce si ferma al 12%, Brindisi al 15,7% e Foggia al 26,1%.

Le tutele

Il dossier ricorda anche l’esistenza di strumenti di tutela per le famiglie più fragili. Il bonus sociale idrico, previsto per i nuclei in difficoltà economica, garantisce in media un risparmio annuo di circa 115 euro sulla bolletta. Una misura che, nelle intenzioni di Cittadinanzattiva, dovrebbe affiancarsi a politiche strutturali di riduzione delle perdite e di ammodernamento delle reti, per evitare che i costi di un servizio inefficiente gravino ancora una volta solo sugli utenti finali.

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