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Attualità Puglia

Il calo delle costruzioni frena l’occupazione, in Puglia la peggiore performance regionale

In un mercato del lavoro che continua da mesi il suo trend positivo, la Puglia mostra un dato in leggera controtendenza. Tra il 2024 e il 2025 (media dei primi due trimestri), l’occupazione ha avuto un calo percentuale dello 0,9% con un valore che le consegna il primato nazionale in negativo, peggio del Friuli Venezia Giulia (-0,3%) e da uniche due regioni in Italia. Sono i numeri contenuti nel rapporto Svimez 2025 che prende in considerazione 4 macroaree produttive: agricoltura, industria in senso stretto, costruzioni e servizi.

Quadro generale

L’aumento complessivo degli occupati in Italia tra giugno 2024 e giugno 2025 è stato dell’1,4%, con una crescita più marcata nel Mezzogiorno (+2,2%) e un incremento più moderato nel Centro-Nord (+1,1%). Il profilo settoriale conferma i tratti strutturali della crescita più recente: le costruzioni continuano a fornire un contributo positivo (+3,2% in Italia; +5,6% nel Mezzogiorno); i servizi mostrano una crescita più moderata (+1,3%), ma restano il principale bacino di lavoratori, con un andamento positivo anche nel Sud (+1,1%); l’industria segna un incremento dell’1,3% a livello nazionale e del +4,8% nel Mezzogiorno, segnalando una tenuta migliore nel Sud rispetto al Centro-Nord, dove la variazione è marginale (+0,5%); l’agricoltura continua a ridurre gli addetti nel Centro-Nord (-5,1%), ma torna a crescere nel Mezzogiorno (+5,8%), riflettendo la tenuta di comparti agroalimentari di qualità e la persistenza di manodopera stagionale.

Nel Nord, i risultati più favorevoli si registrano in Liguria (+2,9%), sostenuta da edilizia e turismo (+26,2% e +3,4%), e in Emilia-Romagna (+1,7%), dove prosegue la crescita dei servizi (+5,8%) e delle costruzioni (+3,4%); al contrario, il Friuli, come detto, mostra una contrazione (-0,3%) dovuta al forte calo dell’edilizia (-26,8%). Nel Centro, i migliori risultati si osservano in Umbria (+1,9%) e Marche (+1,5%), dove la crescita si concentra in costruzioni e servizi, mentre la Toscana e il Lazio annaspano un pò più delle altre regioni (rispettivamente+0,6% e +1,2%).

Mezzogiorno

Nel Mezzogiorno la crescita è più diffusa e sostenuta in Campania (+3,0%), Sicilia (+2,9%), Sardegna (+3,2%) e, soprattutto, Calabria (+5,0%), con un’espansione trasversale che tocca industria, costruzioni eservizi. Negativo l’andamento in Puglia (-0,9%), penalizzata in particolare dalla flessione netta dell’edilizia e dei servizi.

Dati pugliesi

Se l’agricoltura mostra una crescita percentuale dell’11,5%, invariato resta il dato dell’industria. A pesare sulla tendenza negativa è invece il settore delle costruzioni, con un pesante -9,1%. Secondo la Svimez questo dato è dovuto soprattutto a quello che nel rapporto viene definito il «rientro delle politiche di stimolo»: superbonus e fondi PNRR. «Le nostre analisi confermano che la dinamica positiva del Mezzogiorno è stata dovuta in larga parte, se non quasi esclusivamente, agli investimenti attivati dal PNRR – dice infatti il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi – questo dimostra che il Sud è pienamente in grado di utilizzare in modo efficace le risorse disponibili. Ma, proprio per questo, diventa urgente affrontare il tema della continuità degli investimenti dopo il 2026, per evitare un rallentamento troppo marcato della crescita e dell’occupazione».

Contratti

La struttura contrattuale su tutto il territorio nazionale mantiene un’impostazione di stabilità crescente. I dipendenti a tempo indeterminato aumentano in tutte le macroaree, con variazioni comprese tra +2,3% e +3,4%, mentre prosegue la riduzione dei contratti a termine, più marcata nel Nord-Est (-8%) e nel Nord-Ovest (-13,5%). Anche nel Mezzogiorno la flessione dei rapporti temporanei (-2,5%) si accompagna a un incremento del lavoro stabile (+3,4%), proseguendo la tendenza già emersa nel triennio 2021-2024.

PIL

Con riferimento al 2024, nel Mezzogiorno spiccano le performance di Sicilia (+1,6%) e Campania (+1,3%), accomunate dalle migliori dinamiche d’area del valore aggiunto delle costruzioni (rispettivamente +6,4% e +5,9%). In Sicilia anche l’espansione dell’industria in senso stretto (+2,6%) contribuisce a lrisultato. Sardegna e Abruzzo crescono entrambe del +0,9%, ma per leve diverse: industria e costruzioni in Sardegna; servizi in Abruzzo. Più distante dalla media meridionale la Puglia (+0,6%), anche in questo caso frenata dalla stagnazione del terziario e da una crescita meno vivace del valore aggiunto delle costruzioni rispetto al resto del Mezzogiorno.

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