L’ondata di caldo che sta investendo anche la Puglia sta cambiando profondamente i ritmi del lavoro nelle campagne. Con le temperature che spesso raggiungono e superano i 40 gradi, gli agricoltori sono costretti a riorganizzare le attività quotidiane per proteggere la salute dei lavoratori e salvaguardare la qualità delle produzioni.
Infatti si lavora sempre più spesso all’alba, nelle ore serali e anche durante la notte, mentre le operazioni nelle fasce centrali della giornata vengono ridotte o sospese.
La Coldiretti Puglia sottolinea come le alte temperature accelerino la maturazione delle colture, imponendo interventi tempestivi nei campi. Per questo motivo molte lavorazioni stagionali sono state riprogrammate.
Tra queste, l’imballatura della paglia destinata all’alimentazione degli animali viene effettuata nelle ore notturne, così come la trebbiatura dei legumi e si raccoglie frutta e verdura alle prime luci dell’alba. Il periodo compreso tra la fine di giugno e settembre rappresenta uno dei momenti più intensi dell’anno per l’agricoltura pugliese. In queste settimane si concentra infatti la raccolta della maggior parte della frutta, della verdura e dei cereali prodotti sul territorio. Attività che non possono essere rinviate a lungo senza compromettere la qualità dei raccolti, il reddito delle aziende e la regolarità degli approvvigionamenti alimentari.
Coldiretti Puglia accoglie con favore anche il via libera del Consiglio dei Ministri alle misure che consentono l’accesso in deroga alla cassa integrazione nei casi di sospensione delle attività lavorative a causa del caldo estremo. Secondo l’organizzazione agricola si tratta di una risposta concreta alle richieste avanzate per garantire maggiori tutele ai lavoratori impegnati nelle campagne durante i mesi estivi.
Nel frattempo le aziende agricole stanno adottando tutte le principali misure di prevenzione previste per limitare i rischi. Tra queste figurano la disponibilità costante di acqua potabile, la predisposizione di aree ombreggiate per le pause, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, come cappelli e indumenti traspiranti, oltre a una diversa organizzazione dei turni di lavoro per evitare l’esposizione nelle ore più calde.
Ma il caldo record pesa anche sui bilanci delle imprese agricole. L’aumento delle temperature comporta un maggiore fabbisogno di irrigazione, con un conseguente incremento dei costi, aggravati dai rincari dell’energia. A risentirne sono anche gli allevamenti, dove gli animali soffrono lo stress termico, e il comparto apistico, con effetti negativi sulla produzione di miele. Secondo Coldiretti Puglia, i cambiamenti climatici stanno trasformando in modo strutturale il modo di fare agricoltura.