Categorie
Politica Puglia Salute

Il buco nella Sanità pugliese, missione a Roma per l’assessore Pentassuglia. E l’opposizione incalza: «Niente aumenti»

Si apre una settimana decisiva per la sanità pugliese, stretta tra la necessità di mettere in ordine i conti e il rinnovo dei vertici delle aziende sanitarie. Sul tavolo della Regione c’è il nodo di un disavanzo stimato tra i 300 e i 350 milioni di euro, mentre prende forma la partita delle nuove nomine ai vertici del sistema sanitario regionale.

Martedì 10 marzo l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia sarà a Roma per il confronto con i ministeri della Salute e dell’Economia sui preconsuntivi delle aziende sanitarie pugliesi. Un passaggio chiave per definire la reale entità del deficit e le misure necessarie per rimettere in equilibrio i conti della sanità regionale, che da sola assorbe oltre l’80 per cento del bilancio della Regione.

In parallelo è attesa la nomina della commissione che dovrà valutare i 104 curriculum presentati per gli otto incarichi di direttore generale delle principali strutture sanitarie pugliesi. I posti in palio riguardano le Asl Bat, Taranto, Lecce, Brindisi e Foggia, oltre al Policlinico Riuniti, all’Irccs De Bellis e all’Istituto oncologico di Bari. Una selezione strategica perché dai nuovi manager dipenderà la gestione della fase più delicata per la sanità regionale, chiamata a coniugare risanamento finanziario e qualità dei servizi.

Il contesto

Il vero nodo resta però quello del disavanzo. Tra le ipotesi allo studio della giunta guidata dal presidente Antonio Decaro c’è il ricorso alla leva fiscale. Sul tavolo l’aumento dell’addizionale Irpef fino al 3,3 per mille, un eventuale ritocco dell’Irap sulle imprese oppure un mix delle due misure. Non viene esclusa neppure la possibilità di concentrare l’aumento sui redditi più alti, nel tentativo di limitare l’impatto sociale del provvedimento.

Uno scenario che ha già acceso lo scontro politico. Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia ha bocciato con decisione l’ipotesi di nuove tasse, parlando di una «voragine nei conti della sanità pubblica» e chiedendo alla Regione di intervenire prima sugli sprechi. Secondo i consiglieri guidati da Paolo Pagliaro il sistema sanitario pugliese sarebbe segnato da inefficienze e cattiva programmazione: macchinari acquistati ma mai installati, cantieri milionari incompiuti, reparti ristrutturati ma inutilizzati, oltre alla crescita della mobilità passiva e alla spesa farmaceutica ritenuta fuori controllo.

L’opposizione chiede al presidente Decaro scelte «responsabili», a partire dalla nomina dei nuovi direttori generali, che dovranno essere selezionati per competenze e capacità manageriali e non per appartenenza politica. Sullo sfondo resta anche la partita del Pnrr. I consiglieri di Fratelli d’Italia invitano la Regione a vigilare sul rispetto dei tempi di realizzazione delle opere sanitarie finanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza: interventi per circa 650 milioni di euro destinati a rafforzare l’assistenza territoriale, che dovranno essere completati e collaudati entro le scadenze previste per evitare il rischio di perdere i fondi.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version