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I Cammini pugliesi protagonisti a Milano, l’assessora Starace: «Ridisegnano una geografia del viaggio»

Non è più una nicchia per appassionati, ma un asset strategico capace di ridisegnare la geografia economica del turismo nel Mezzogiorno.

Il turismo lento in Puglia smette i panni dell’esperimento pionieristico e indossa quelli di un comparto industriale maturo, capace di produrre numeri in controtendenza rispetto ai flussi tradizionali. I dati presentati alla Fiera-Milano Rho, durante la rassegna «Fa’ la cosa giusta!», fotografano un fenomeno in piena esplosione: il sistema dei cammini pugliesi ha registrato una crescita monstre del 249% nell’ultimo quadriennio.

Il palcoscenico milanese della «Fiera dei Grandi Cammini» ha confermato come le direttrici adriatiche e ioniche siano diventate mete privilegiate per una nuova classe di viaggiatori consapevoli. Secondo il report sui Cammini della Regione Puglia, illustrato dall’assessora al Turismo Graziamaria Starace, il 2025 si è chiuso con un ulteriore incremento dell’11,4% nelle credenziali distribuite (i passaporti dei viandanti). Un risultato che premia la programmazione regionale nel mettere a sistema itinerari storici, religiosi e naturalistici.

La mappa del successo

A guidare la classifica delle preferenze sono i grandi brand del camminare pugliese. Il Cammino Materano, il Cammino del Salento e la Via Francigena nel Sud si confermano i motori trainanti. Ma il dato più interessante riguarda la capillarità dell’offerta: percorsi come la Rotta dei Due Mari, il Cammino Don Tonino, il Cammino della Pace e il Cammino di Guglielmo stanno contribuendo a quella crescita del 249% che ha trasformato borghi un tempo marginali in hub di accoglienza. «Raccontiamo una regione che sceglie la strada della sostenibilità», ha spiegato Starace dallo stand di Pugliapromozione, affiancata da 15 espositori del mondo outdoor. «I cammini stanno ridisegnando una nuova geografia del viaggio: più lenta e profonda. Puntiamo su un turismo che non consuma i luoghi, ma lascia valore alle comunità».

L’identikit

L’analisi rivela un mutamento sociologico profondo. Se un tempo il pellegrinaggio era una pratica maschile, oggi la Puglia parla al femminile: le donne rappresentano il 56% del totale dei viandanti (+4% sul 2024). Sotto il profilo dell’internazionalizzazione, il 2025 segna un punto di svolta: la quota di stranieri ha raggiunto il 13,4%, con viandanti provenienti da 42 Paesi (erano 35 nel 2023). In testa Svizzera, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

Per il modello Puglia, i cammini sono la risposta strutturale all’overtourism estivo. I numeri sono inequivocabili: la primavera (36% delle preferenze) e l’autunno (30,7%) sono i periodi di picco. Questo permette alle strutture ricettive, dagli ostelli alle guide ambientali, di restare operative per dieci mesi l’anno, garantendo una redditività costante ai territori dell’entroterra. La sfida per il 2026 è ora il consolidamento dei servizi lungo i percorsi, per trasformare questo boom statistico in un pilastro definitivo dell’economia regionale.

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