SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Guerre moderne, Canfora: «Erodoto, Tucidide e Polibio ci spiegano le cause» – L’INTERVISTA

A Canosa un dibattito tra gli alunni del Liceo Classico dei Beni Culturali e il prof. Pasquale Favia, Ordinario di Archeologia medievale dell’Università degli Studi di Foggia sul tema “L’Archeologia per tutti” per poi passare a uno spettacolo teatrale in latino e greco con traduzione italiana, scritto dai ragazzi a due momenti teatrali ispirati alle…

A Canosa un dibattito tra gli alunni del Liceo Classico dei Beni Culturali e il prof. Pasquale Favia, Ordinario di Archeologia medievale dell’Università degli Studi di Foggia sul tema “L’Archeologia per tutti” per poi passare a uno spettacolo teatrale in latino e greco con traduzione italiana, scritto dai ragazzi a due momenti teatrali ispirati alle opere dei Promessi Sposi di Manzoni e alle Nuvole di Aristofane. A Lecce la XXXII edizione del “Certamen Ennianum”, una competizione di traduzione dal latino partendo dal celebre motto “virum vera virtute animatum addecet” (Si conviene ad un uomo vivere animato da una vera virtù).

A Conversano un convegno con docenti universitari sul Mediterraneo come mare di collegamento tra culture. Sono solo alcune delle manifestazioni che oggi animeranno gli Istituti coinvolti nella “Notte nazionale del Liceo Classico”. Cultura, lingue, orizzonti critici tra passato, presente e futuro per una scuola che rimane “di nicchia”, almeno stando ai numeri: nel 2024-2025, gli iscritti al primo anno del liceo classico sono stati 27.337, in aumento dello 0,03% rispetto agli anni precedenti. In Puglia l’aumento è stato un po’ più significativo, attestandosi sul +0,30%.

Abbiamo chiesto un’analisi del fenomeno a Luciano Canfora, professore emerito di filologia greca e latina presso l’Università di Bari e tra i massimi esperti mondiali di storia antica.

Come si spiega le tendenze sui numeri dei frequentanti il Liceo Classico in Italia a fronte di un maggiore “successo” degli studi scientifici e tecnici?

«Che ci siano molte iscrizioni nelle scuole tecniche o scientifiche è un fenomeno che può anche essere naturale, accettato. La modernità, intesa in modo banale, suggerisce che le capacità tecniche e la preparazione al mondo della pratica siano assolutamente prevalenti in Italia. Questo concetto circola ed è stato detto e ridetto dal defunto Berlusconi, non è una novità. Quanto all’altro settore, quello della conoscenza critica che comportano non soltanto le culture antiche ma anche il progresso del pensiero filosofico, la conoscenza della storia, anche la più remota, tutto questo ha l’aspetto di un sapere disinteressato. Vuol dire che, il giorno dopo, io non lo posso usare per avere immediatamente un contraccambio, uno stipendio, un onorario: è un sapere apparentemente fine a se stesso che però ha un enorme vantaggio, cioè quello di formare la capacità di ragionare, la capacità critica di essere consapevole di quello che accade intorno a me. Questa capacità non si monetizza misurandola sulla bilancia o in termini di soldi, si valuta sugli effetti di lungo periodo. Anche la grandissima dedizione alla matematica apparentemente non serve a niente: ma la matematica è il massimo di astrazione, nel tempo ha effetti in moltissime direzioni, anche pratiche. Bisognerebbe spiegare a questa gente che il sapere apparentemente disinteressato in realtà è molto utile».

Esiste allora una “ricetta” per promuovere il Liceo Classico o almeno la consapevolezza dell’importanza di questo sapere?

«Quante famiglie, prima ancora degli adolescenti, possono capire allo stato attuale, direi sempre meno, il valore del sapere disinteressato? Di per sé è presumibile che si tratti di una minoranza, è un’ipotesi statistica piuttosto valida. Ma c’è un rumore esterno, un bombardamento utilitaristico a partire dalla massa sterminata e volgarissima di pubblicità che invade ogni rete televisiva, ogni radio, ogni giornale, tutti gli strumenti di comunicazione. La pubblicità è l’esatto contrario dello spirito critico, perché ha il fine empirico di ingannarti facendoti credere una certa cosa su un tale prodotto, quindi la merce diventa qualcosa di assoluto e divino, di incontestabile. Tutto questo rumore circostante influenza molto in profondità anche gli adulti, i quali si comportano in modo utilitaristico, hanno una visione molto gretta della possibilità di acculturare i figli e quindi scelgono in conformità. Tutto quello che ci circonda addita delle carriere che si sono fatte indipendentemente dalle conoscenze critiche».

Si può ancora far capire il valore del “ktema es aiei” (il possesso per l’eternità) di Tucidide ai ragazzi?

«L’insegnamento che si ricava da quelle parole e soprattutto dal contesto in cui si trovano è che la conoscenza di vicende storiche di particolare rilievo è una bussola per orientarsi nel presente e nel futuro. Siccome noi siamo circondati da fatti gravissimi su tutto il pianeta, guerre violente e crimini, siamo frastornati perché non ci viene mai detto in maniera pacata e razionale quali siano le cause. Erodoto, Tucidide, Polibio ci aiutano a capire che le cause alla base di una guerra sono molte e non c’è un solo capro espiatorio».

ARGOMENTI

canfora
cultura
Intervista
scuola

CORRELATI

array(3) {
  [0]=>
  int(414141)
  [1]=>
  int(421276)
  [2]=>
  int(421154)
}

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!