Una «fase nuova» nella gestione delle risorse europee. È stata delineata da Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, intervenuto a Lecce durante la 38esima assemblea dell’Unione delle Province d’Italia. Fitto ha spiegato come la revisione dell’attuale programmazione della politica di coesione rappresenti il principale strumento per accompagnare gli enti locali nel post Pnrr. «La coesione – ha detto – offre molta più flessibilità nell’uso dei fondi e consente agli Stati membri, e quindi alle Regioni italiane, di poter «muovere» le risorse programmate nel periodo 2019-2022 adeguandole al nuovo scenario».
I settori prioritari
Il vicepresidente della Commissione europea ha rassicurato amministratori e operatori economici rispetto a un possibile «vuoto» che potrebbe essere causato dall’esaurimento della spinta del Pnrr. Fitto ha poi indicato i settori prioritari su cui si concentreranno gli interventi: acqua, casa, energia, competitività. Ambiti strategici, ha spiegato, che potranno beneficiare dei margini di rimodulazione previsti dalla revisione dei programmi di coesione.
Il futuro bilancio
Uno snodo decisivo sarà poi il nuovo bilancio europeo 2028-2034, chiamato a «far sintesi tra i due principali programmi oggi in campo»: il Pnrr, con la sua governance improntata a rapidità e flessibilità, e la politica di coesione, che mantiene invece «il ruolo centrale delle Regioni, della filiera istituzionale e degli investimenti di lungo periodo indispensabili per ridurre le disparità territoriali». Fitto ha ribadito che solo una combinazione equilibrata tra i due modelli potrà sostenere gli interventi strutturali più complessi, soprattutto nei territori in maggiore difficoltà.
L’acqua
Ampio spazio il vicepresidente lo ha dedicato al tema dell’acqua, questione sempre più pressante anche per le regioni del Mezzogiorno. Fitto, ad aprile, ha presentato in Commissione una proposta di revisione dei programmi di coesione 2021-2027, approvata poi a settembre da Consiglio e Parlamento europeo. Ora gli Stati e le Regioni sono chiamati a presentare le modifiche che intendono introdurre. «Tra le priorità individuate su base volontaria – ha sottolineato – l’acqua è una di queste, insieme a casa, energia e competitività». Proposte attese entro dicembre, che permetteranno di aggiornare gli attuali programmi e di gestire in modo coordinato la fase finale del Pnrr.