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Gaza, Meloni risponde a Decaro sugli aiuti: «Sbloccare fondi e fermare le violenze»

Nel suo sollecito, Decaro aveva richiamato l’attenzione sulla drammatica condizione dei minori, citando numeri tragici: oltre 21mila bambini deceduti, 800mila sfollati, 7mila minori non accompagnati o separati dalle famiglie e circa 245mila a rischio malnutrizione

Gaza, Meloni risponde a Decaro sugli aiuti: «Sbloccare fondi e fermare le violenze»

Risposta formale della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in merito all’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza. Nei mesi scorsi, il governatore pugliese aveva trasmesso alla Presidenza del Consiglio una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, sollecitando un’azione incisiva dell’esecutivo italiano – anche in sede europea – per rimuovere gli ostacoli all’ingresso di acqua potabile, viveri, medicinali e beni di prima necessità destinati alla popolazione civile palestinese.

Nel suo sollecito, Decaro aveva richiamato l’attenzione sulla drammatica condizione dei minori, citando numeri tragici: oltre 21mila bambini deceduti, 800mila sfollati, 7mila minori non accompagnati o separati dalle famiglie e circa 245mila a rischio malnutrizione. «La salvaguardia dell’infanzia rappresenta un dovere inderogabile per le istituzioni e in particolare per il Governo italiano, da sempre promotore dei trattati sui diritti dei minori in sede ONU e al Consiglio d’Europa», aveva evidenziato il presidente della Regione.

Nella lettera di risposta, la premier Meloni ha ringraziato la Puglia per la sensibilità dimostrata nei confronti della sofferenza del popolo palestinese, confermando il costante impegno dell’esecutivo italiano nel chiedere al governo israeliano passi concreti verso la piena attuazione del piano di pace e la fine delle ostilità. «Continuerò a chiedere con i partner europei gesti concreti al Governo israeliano – ha assicurato la Presidente del Consiglio –: occorre sbloccare le risorse fiscali spettanti all’Autorità Palestinese, indispensabili per garantire i servizi essenziali, fermare l’espansione degli insediamenti, impedire ogni forma di annessione e porre fine alle violenze dei coloni. L’obiettivo resta quello di una pace duratura fondata sulla soluzione a due Stati, in grado di garantire al contempo la sicurezza di Israele e l’autodeterminazione dei palestinesi».