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Blocco fondi Ue, opposizione all’attacco: «La Giunta sbatte le porte in faccia alle imprese»

Il blocco improvviso dei bandi PIA e MiniPIA ha acceso lo scontro politico. Nel mirino di Fratelli d’Italia la decisione dell’esecutivo regionale di sospendere, senza preavviso, la ricezione di nuove domande sugli avvisi finanziati con le risorse del programma europeo Fesr-Fse+ 2021-2027 a causa dell’overbooking delle richieste. Una scelta definita dalle opposizioni un vero e…
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Il blocco improvviso dei bandi PIA e MiniPIA ha acceso lo scontro politico. Nel mirino di Fratelli d’Italia la decisione dell’esecutivo regionale di sospendere, senza preavviso, la ricezione di nuove domande sugli avvisi finanziati con le risorse del programma europeo Fesr-Fse+ 2021-2027 a causa dell’overbooking delle richieste. Una scelta definita dalle opposizioni un vero e proprio «blocco-ghigliottina», che secondo il gruppo consiliare di FdI avrebbe travolto imprese, professionisti e investitori proprio mentre molti progetti erano pronti per essere presentati o già in fase avanzata di preparazione. La denuncia ieri nel corso di una conferenza stampa molto affollata convocata in Consiglio regionale.

A parlare con testimonianze dirette sono stati imprenditori e consulenti. «Ho già versato 2 milioni di euro su un investimento complessivo di 4 milioni, contando su un incentivo pubblico di altri 2 milioni sparito da un giorno all’altro. Ora non so davvero cosa fare», ha raccontato un imprenditore attivo nel settore delle ricariche elettriche intelligenti, uno dei progetti rimasti sospesi dopo lo stop della piattaforma regionale. Ad inquadrare politicamente la situazione è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro. «Siamo di fronte ad uno tsunami per il mondo produttivo pugliese». Nel mirino sono finite la ex giunta Emiliano, ritenuta la principale responsabile dello sfascio e il nuovo esecutivo guidato da Antonio Decaro.

«La spesa è andata fuori controllo e c’erano tutte le condizioni per prevederlo con largo anticipo», ha attaccato Pagliaro, contestando anche la confusione sui dati tra progetti semplicemente presentati e quelli effettivamente ammessi alle agevolazioni. Ma anche la scelta di esternalizzare l’esame delle istanze all’agenzia Deloitte pagata profumatamente, ma senza risultati. Al tavolo con i consiglieri di FdI anche diversi commercialisti e consulenti di finanza agevolata, che hanno segnalato le ricadute sull’intero indotto professionale. Molti studi hanno anticipato costi e ore di lavoro per la preparazione delle pratiche e ora rischiano di dover rinunciare agli incarichi senza alcuna tutela.

Secondo le stime citate dai meloniani il blocco potrebbe compromettere investimenti programmati con ricadute potenziali fino al 4% del Pil regionale, coinvolgendo progetti nei settori dell’innovazione, dell’industria e del turismo. Fratelli d’Italia chiede alla giunta regionale di rivedere la decisione e propone alcune soluzioni: consentire il completamento delle domande già in fase avanzata, effettuare una rapida scrematura delle pratiche non finanziabili entro 30 giorni e rivedere il modello di valutazione dei progetti verificando subito il livello di innovazione. «Chi investe sul territorio deve poter contare su regole certe e su una programmazione credibile», è l’appello lanciato dall’opposizione.

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