Qualche giorno fa l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, ha incontrato il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, in relazione a un accordo fra Puglia e Trentino Alto Adige, sull’idrogeno. L’intesa ha preoccupato non poco il gruppo di Fratelli d’Italia alla Regione. Si teme che i fondi del Just Transition Fund da Taranto possano prendere la via del Nord, quando invece c’è un grande bisogno che quei fondi europei siano destinati alla transizione nel capoluogo ionico e alla sua ripartenza.
Assessore era proprio necessaria questa intesa sull’idrogeno con l’Alto Adige quando invece a Taranto, la situazione socio-economica è quanto mai difficile?
«Facciamo chiarezza. L’intesa risale al 2024 e comunque non si pensi che noi togliamo ai poveri per dare ai ricchi. Diciamo che anche in termini di esperienza, per le cose che loro hanno già fatto, noi possiamo utilizzare quanto da loro già hanno realizzato, per esempio gli autobus che vanno a idrogeno, la stessa macchina del presidente della Provincia è alimentata a idrogeno. Insomma, sono nettamente avanti».
Quindi lei assicura che neanche un euro previsto per la transizione a Taranto prenderà la via di Trento?
«Assolutamente. Tra l’altro sarebbe un po’ ridicolo, perché ripeto la provincia autonoma di Trento, non ha bisogno di essere foraggiata dai noi e noi comunque non la foraggeremmo».
Assessore ma perché non si pensa a rimodulare il programma JTF (Just Transition Fund) per l’area di Taranto e sostenere la transizione e lo sviluppo locale anche di filiere come l’artigianato, il turismo sostenibile, l’agroalimentare per esempio?
«La rimodulazione dipende oltre che dalla Regione Puglia anche dall’autorità di gestione del JTF che è tecnicamente incardinata presso la Presidenza del Consiglio. Poi è chiaro che si tratta sempre di fondi europei».
Quindi in teoria voi potreste chiedere un allargamento ad altri settori?
«Sì se la Regione lo ritiene».
Ma le risorse a quanto ammontano?
«In tutto nel Just Transition ci sono circa 700 milioni, ma non tutti sono per Taranto».
Passiamo ai Pia e MiniPia finanziati con il PR Puglia FesrFse 2021-2027. I numeri dicono che su 4.450 pratiche solo 390 risultano istruite in oltre due anni e mezzo. Non le sembrano poche?
«Ma no siamo andati avanti, non ricordo a memoria i numeri ma siamo oltre il doppio di quella cifra, abbiamo costituito una task force apposita. Io ho l’impegno a chiudere entro fine anno ma ci auguriamo anche prima. A volte viene richiesta documentazione aggiuntiva che tarda a giungere».
Dal mondo imprenditoriale c’è la richiesta ad ampliare i codici Ateco, cosa risponde?
«I codici Ateco non li ampliamo così a piacere, dobbiamo esaminare se ha senso anche nei confronti del JTF».