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Finalmente le piogge abbondanti, ma la Puglia resta in emergenza idrica

Le recenti precipitazioni, dopo mesi di siccità protratta, hanno finalmente fatto salire i livelli idrici in alcuni bacini della Puglia e delle aree limitrofe, portando un primo sollievo al sistema irriguo regionale. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha sottolineato come le piogge «stiano facendo riempire gli invasi», segnalando però che il recupero resta parziale e insufficiente per tornare a condizioni di normalità idrica.

L’emergenza idrica in Puglia è stata caratterizzata negli ultimi anni da livelli di acqua nei bacini artificiali notevolmente inferiori alle medie storiche. Nel corso del 2025, i livelli totali d’acqua negli invasi della regione sono risultati inferiori di circa il 42% rispetto alla media storica di lungo periodo, secondo i dati dell’Osservatorio Permanente sulle Risorse Idriche.

I principali invasi della Capitanata, zona agricola chiave, contenevano solo il 23% della capacità totale invasabile (76,8 milioni di m³ su una capacità di 331,9 milioni di m³) alla fine di febbraio 2025. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, alcune riserve nei grandi bacini sono inferiori anche del 57% o più, con differenze tra stagioni estremamente variabili.

Analisi più recenti indicano che, prima delle piogge, le riserve idriche erano diminuite di circa il 61% rispetto alla media storica delle riserve disponibili e le sorgenti idriche mostravano un calo di circa il 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Questo quadro fotografato da ANBI e Coldiretti mostra come l’acqua accumulata nei grandi invasi sia insufficiente per soddisfare pienamente i fabbisogni stagionali, specie nei mesi estivi. Anche se recenti piogge hanno in alcuni casi aumentato i livelli, il recupero resta ancora insufficiente per tornare a valori normalizzati rispetto alle medie pluriennali.

Cifre sull’uso agricolo e idrico

Nel contesto pugliese, l’acqua non è solo un bene ambientale ma una risorsa economica fondamentale. L’irrigazione agricola costituisce una quota preponderante del totale dei consumi idrici regionali: la Puglia, con quasi 1,63 milioni di ettari dedicati all’agricoltura, utilizza oltre 322 milioni di metri cubi d’acqua all’anno solo per l’irrigazione delle colture, con variazioni stagionali molto marcate. L’irrigazione supporta circa 61% della produzione totale agricola pugliese e rappresenta oltre la metà del valore economico dell’agricoltura regionale. Senza riserve adeguate negli invasi, le aziende agricole devono ricorrere a pozzi costosi, pompe diesel e prelievi sotterranei con costi diretti maggiori per i produttori e un impatto negativo sulla fascia rurale.

Dichiarazioni politiche e tecniche

«Le piogge di questi giorni hanno dato un primo segnale positivo nei livelli idrici dei nostri bacini», ha affermato Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, riferendosi agli invasi che nei mesi precedenti mostravano deficit significativi. «Ma dobbiamo guardare oltre l’emergenza: un sistema di invasi moderno, capace di catturare pioggia e neve con perdite minime, significa sicurezza idrica per l’agricoltura, per le imprese e per le famiglie», ha aggiunto. Dal punto di vista tecnico, gli esperti concordano sulla necessità di infrastrutture che riducano le perdite e massimizzino il recupero dell’acqua. In Puglia, secondo i dati dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, la disponibilità degli invasi prevista per il 2025 è stimata fino al 60% sotto la media storica, con deficit significativi previsti già per l’estate.

Un sistema di invasi efficiente genera effetto moltiplicatore su diversi fronti: riduzione dei costi di irrigazione, invasi ben gestiti permettono agli agricoltori di ridurre l’uso di pozzi e pompe, abbassando i costi energetici e operativi. Produzione agricola più stabile, infatti con scorte idriche affidabili, la variabilità produttiva stagionale diminuisce, sostenendo prezzi più stabili e maggiore capacità di esportazione.

Valore aggiunto per la filiera agroalimentare: prodotti come ortaggi, olive e vini di qualità dipendono da un apporto costante d’acqua e la sicurezza idrica può tradursi in aumenti di rendimento e competitività sui mercati internazionali. La costruzione o il miglioramento degli invasi, insieme a reti di canalizzazione più efficienti, può costituire un volano per la crescita economica e la resilienza climatica.Quindi seppure le piogge abbiano temporaneamente alleviato lo stress idrico, la Puglia resta in una fase critica.

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