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Ex Ilva, a Palazzo Chigi provano a elaborare un piano per evitarne la chiusura

Nessuna soluzione precostituita, ma un percorso condiviso che coinvolga Governo, sindacati, enti locali e ministeri competenti

Ex Ilva, a Palazzo Chigi provano a elaborare un piano per evitarne la chiusura
Un momento del il confronto tra il governo e le organizzazioni sindacali relativo all’ex Ilva di Taranto. Roma, 28 luglio 2026 UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI/ FILIPPO ATTILI

È durato tre ore il vertice a Palazzo Chigi sull’ex Ilvatra governo sigle sindacali e commissari delle due amministrazioni. Confronto intenso ma che tutto sommato ha visto tutti concordi rispetto a un assunto, seppure dettato da diverse motivazioni: lo stabilimento non si chiude la produzione deve continuare. Il punto è capire come. Serve un piano straordinario per evitare la chiusura e per realizzarlo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano ha già chiamato tutte le parti a raccolta per il prossimo martedì al Mimit. Nessuna decisione già assunta, nessuna soluzione precostituita, ma un percorso condiviso che coinvolga Governo, sindacati, enti locali e ministeri competenti per individuare una via d’uscita alla crisi dell’ex Ilva. In pratica è questa la linea indicata da Mantovano.

La proposta punta alla costituzione immediata di un tavolo tecnico permanente che possa insediarsi già da martedì prossimo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al confronto prenderanno parte le organizzazioni sindacali, la Regione Puglia, il Comune di Taranto e i ministeri interessati, con l’obiettivo di elaborare in tempi rapidi un pacchetto di proposte concrete da riportare all’esame della Presidenza del Consiglio entro poco più di un mese. Mantovano ha innanzitutto voluto riconoscere il clima di responsabilità che ha caratterizzato il confronto tra tutte le parti coinvolte. «Credo sia doveroso riconoscere reciprocamente il senso di responsabilità dimostrato da tutti», sottolineando parallelamente l’impegno dell’esecutivo nel tentativo di affrontare una vicenda complessa e stratificata, ereditata da anni di difficoltà industriali, ambientali e occupazionali.

Il Governo, ha evidenziato Mantovano, non è rimasto fermo davanti alla crisi dell’ex Ilva e intende ora aprire una fase di approfondimento tecnico e politico capace di evitare decisioni affrettate. Proprio per questo il tavolo tecnico dovrà lavorare con un calendario definito e tempi contenuti, ma senza sacrificare la qualità delle analisi necessarie a costruire un piano credibile.
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il cosiddetto «piano straordinario», più volte evocato nel corso del confronto. Per Mantovano tale definizione non può trasformarsi in uno slogan privo di contenuti. Al contrario, dovrà poggiare su basi tecniche solide e su una valutazione approfondita delle conseguenze derivanti dal decreto della Corte d’Appello di Milano, elemento destinato a incidere sulle prospettive future del gruppo siderurgico.

L’analisi dovrà inoltre riguardare le possibili opzioni industriali e finanziarie. Tra le priorità indicate figura infatti la verifica della disponibilità di ulteriori investitori, con particolare attenzione agli operatori italiani, oltre all’esame di tutte le ipotesi di investimento che possano interessare il polo siderurgico di Taranto e il suo territorio. Contestualmente sarà necessario valutare le risorse economiche disponibili per sostenere tali interventi e garantire la sostenibilità del piano.
Un altro tema centrale affrontato dal sottosegretario riguarda la tutela dell’occupazione. Mantovano ha spiegato che qualsiasi soluzione dovrà tenere conto delle ricadute sociali della crisi, prevedendo strumenti in grado di assicurare un futuro lavorativo ai dipendenti che potrebbero perdere il posto a causa della situazione determinatasi. Un obiettivo che il Governo considera parte integrante del percorso di rilancio industriale. Nel metodo proposto da Palazzo Chigi assume un ruolo fondamentale anche il rafforzamento del coinvolgimento delle istituzioni territoriali.

Il calendario delineato dal Governo prevede che entro circa un mese il tavolo tecnico dovrà produrre un documento contenente proposte operative da sottoporre nuovamente al confronto politico a Palazzo Chigi, dove saranno valutate le possibili decisioni da assumere per il futuro dell’ex Ilva. Nel concludere il proprio intervento, Mantovano ha ribadito un concetto destinato a rappresentare il punto di partenza della nuova fase di confronto: non esistono decisioni già prese né esiti predeterminati. Tutte le ipotesi, ha assicurato, saranno valutate senza pregiudizi e senza scelte predefinite, nella convinzione che solo attraverso un lavoro tecnico condiviso sarà possibile individuare una soluzione in grado di coniugare rilancio industriale, tutela ambientale e salvaguardia dell’occupazione.