Trentuno chilometri di costa inghiottiti dal mare in quindici anni. Partendo da questo dato allarmante del dossier Ispra, la Regione Puglia corre ai ripari e stanzia 16 milioni di euro per i primi interventi strutturali contro l’erosione costiera. Un piano che mira a blindare spiagge, dune e strade litoranee minacciate dall’avanzata dell’acqua e dagli eventi meteo estremi.
Dove si interviene
I fondi finanzieranno quattro progetti strategici che prevedono barriere e sistemi di rallentamento del moto ondoso per proteggere la “costa bassa” (sabbiosa o di ciottoli). I cantieri si apriranno a Rodi Garganico e Zapponeta nel Foggiano, a Massafra nel Tarantino e a Ostuni nel Brindisino. L’obiettivo è salvare non solo gli ecosistemi naturali, ma anche le infrastrutture viarie e le attività turistiche che rischiano di scomparire.
«Il cambiamento climatico si affronta con la programmazione, non rincorrendo i disastri quando intere comunità sono in ginocchio», ha dichiarato l’assessore alle Infrastrutture Raffaele Piemontese. Sulla stessa linea l’assessora all’Urbanistica Marina Leuzzi, che ha fatto riferimento alle recenti cronache dal Salento: «Le frane e le mareggiate che danneggiano abitazioni costruite sulle antiche dune non sono casi isolati. Questo intervento è lungimirante e rientra nella nostra strategia di sviluppo sostenibile».
Non tutti i problemi, però, sono risolti. L’istruttoria ha individuato altri interventi urgenti e ammissibili presentati dai comuni di Ugento, Lecce e Melendugno, che però restano al palo per esaurimento delle risorse attuali: per coprire anche questo fabbisogno servirebbero altri 14,5 milioni di euro.










