«Stretto collaboratore» del presidente della Regione Puglia, con un impegno particolare sul dossier ex Ilva. È questo il ruolo che Antonio Decaro vorrebbe riservare al suo predecessore Michele Emiliano stando a una nuova nota scritta, trasmessa stamattina dalla Puglia al Csm.
L’organo di autogoverno dei giudici ha bocciato già tre volte la richiesta di collocamento in aspettativa per Emiliano che, da oltre vent’anni, è fuori dalle aule di giustizia per aver fatto per due mandati il sindaco di Bari, poi l’assessore comunale a San Severo e, infine, per altri due mandati il presidente della Regione Puglia.
L’attuale governatore, Antonio Decaro, che si era opposto alla candidatura di Emiliano come consigliere regionale e poi anche alla sua nomina come assessore, ha riservato al suo predecessore un ruolo di «stretto collaboratore», con un impegno particolare sul dossier ex Ilva.
Il Csm ha respinto le precedenti richieste ritenendo che l’incarico di consigliere giuridico del presidente della Regione non sia tra quelli per i quali è consentita l’aspettativa dalla magistratura.
La nuova richiesta è stata inviata dopo che ieri Decaro aveva chiesto e ottenuto di essere ascoltato dalla competente Commissione del Csm proprio per chiarire meglio, di persona, le motivazioni e la tipologia di incarico, e per dissipare eventuali incomprensioni generate dalle sole note scritte. A quanto si è appreso, Decaro avrebbe precisato i termini dell’incarico definito «di stretta collaborazione con il presidente».
Conclusa l’audizione, il Csm ha chiesto che la Regione trasmettesse una nuova nota scritta contenente gli aspetti spiegati di persona da Decaro. La Commissione dovrà ora riunirsi e decidere.