La disponibilità idrica delle sorgenti pugliesi si è ridotta del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio. A denunciarlo è la Coldiretti regionale che, sulla base dei dati di Acquedotto pugliese, evidenzia come il sistema degli invasi registri «una contrazione del 61% delle riserve».
Per Coldiretti, «l’emergenza idrica in Puglia ha ormai assunto un carattere strutturale che rende non più rinviabili interventi organici e programmati per la messa in sicurezza della risorsa acqua. Un quadro critico – sottolinea l’organizzazione – che impone interventi rapidi e concreti sul piano delle infrastrutture, della raccolta delle acque piovane e della gestione complessiva della risorsa, con la dichiarazione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico che prevede l’adozione di misure straordinarie fino al 29 ottobre 2026».
Coldiretti Puglia spiega che il quadro è «aggravato da un paradosso evidente, perché anche quando le precipitazioni arrivano, l’acqua non viene intercettata né conservata, ma si disperde rapidamente a causa della carenza di infrastrutture adeguate alla raccolta e allo stoccaggio della risorsa idrica».
Per il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, «la siccità rappresenta un’incognita pesantissima per la prossima campagna agricola, che si annuncia pesante e rischia di bloccare gli investimenti delle aziende».










