Ufficialmente nessuno parla. Le parole d’ordine sono prudenza e silenzio, perché prima bisognerà capire quale sarà la nuova legge elettorale con cui gli italiani saranno chiamati alle urne nella primavera del 2027. Ma dietro le quinte del centrodestra pugliese la macchina per le candidature è già partita.
Se dovesse prendere quota l’ipotesi di una riforma che reintroduca le preferenze, gli equilibri interni ai partiti potrebbero cambiare radicalmente, premiando i candidati con il maggiore consenso personale rispetto alle tradizionali logiche delle liste bloccate. È questo il motivo per cui, almeno per ora, prevalgono le bocche cucite. Nessun dirigente vuole scoprirsi prima che il Parlamento definisca le regole del gioco.
Le interlocuzioni con Roma sono continue e tutti attendono di capire se il centrodestra arriverà all’appuntamento elettorale con un sistema capace di valorizzare il radicamento territoriale oppure con un modello che continuerà ad affidare ai vertici nazionali la scelta degli eletti. In Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni, la linea sembra già tracciata.
La leader di FdI è orientata a premiare i «cavalli» che portano voti, al di là delle appartenenze correntizie. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figurano quelli degli eurodeputati Francesco Ventola e Michele Picaro, dei consiglieri regionali Paolo Pagliaro e Renato Perrini, oltre ad amministratori locali che in questi anni hanno consolidato un forte radicamento elettorale. Scontata la riconferma del sottosegretario Gemmato e di Filippo Melchiorre. In Forza Italia la partita è ancora più legata agli equilibri nazionali. Molto dipenderà da chi guiderà il partito nella fase che porterà alle Politiche del 2027.
Se la leadership di Antonio Tajani sarà confermata, appare probabile una linea di continuità con l’attuale gruppo dirigente e con la valorizzazione della pattuglia parlamentare uscente, composta dal coordinatore regionale Mauro D’Attis, dai deputati Andrea Caroppo, Giandiego Gatta, Vito De Palma, Davide Bellomo, oltre al senatore Dario Damiani. Parallelamente, negli ambienti azzurri continua a circolare l’ipotesi di un futuro riequilibrio politico verso posizioni più centriste, scenario che alcuni osservatori collegano a un possibile maggiore peso della famiglia Berlusconi nelle scelte strategiche del partito.
Al momento si tratta di indiscrezioni e retroscena privi di conferme ufficiali, ma che alimentano il dibattito interno e potrebbero riflettersi anche sulla composizione delle liste. Nella Lega, il punto di riferimento resta il vice ministro Roberto Marti, mentre il consigliere regionale Napoleone Cera continua a essere uno dei profili più osservati del partito in Puglia grazie al consenso costruito soprattutto in Capitanata. Pur tra il massimo riserbo, la partita per un posto nelle liste delle Politiche del 2027 è già cominciata.
