Oggi in Commissione Affari costituzionali, al Senato, i parlamentari berlusconiani Maurizio Gasparri e Dario Damiani presenteranno, vista l’imminente scadenza dei termini, l’emendamento al decreto legge 27 del 19 marzo scorso, con cui il Governo ha indetto le elezioni amministrative e referendarie per il prossimo giugno. Obiettivo: evitare che siano ridotti i consiglieri regionali, a partire da quelli pugliesi.
La norma
La norma, che era stata già promossa senza successo in sede di riconversione del decreto Milleproroghe, non è un accapo specifico per la Puglia, nonostante questa regione sia interessata dal “taglio” dei parlamentari a fronte del decremento della popolazione, scesa sotto i quattro milioni di abitanti.
Infatti, secondo i proponenti, l’emendamento ha un valore generale per mitigare gli effetti della legge con cui, nel 2013, il governo Monti ridisegnò le composizioni dei Consigli regionali per contenere i costi della politica. Nello specifico essa prevede che sia la riduzione sia l’eventuale aumento dei residenti non producano effetti se non sono maggiori del 5 per cento del totale della popolazione.
La Puglia rientra in uno di questi casi, visto che la contrazione sotto la soglia dei quattro milioni non raggiunge quella percentuale. Di conseguenza, qualora l’emendamento dovesse avere il via libera da parte del Parlamento, anche alle prossime elezioni i pugliesi eleggeranno 50 consiglieri.
A meno che, confidano i proponenti, «la volontà politica espressa a parole da quasi tutti i gruppi parlamentari non venga contraddetta in sede di discussione in commissione e poi in aula». Di certo c’è che se la proposta di Forza Italia dovesse essere accolta tra i senatori sarebbe quasi un’approvazione definitiva perché, come avviene ormai per prassi, la valutazione degli emendamenti si fa in una sola Camera per evitare che la cosiddetta “navetta parlamentare” dilati i tempi di approvazione, che, per il decreto in questione, scadono il 18 maggio.