Alle prossime elezioni amministrative non ci sarà. Ma tutto lascia pensare che alle regionali, previste per l’autunno di quest’anno o al più tardi per la primavera del 2026, correrà anche VeroCentro, il nuovo movimento politico nato dalle ceneri di quel Sud al Centro sciolto dopo l’inchiesta della Procura della Repubblica di Bari sul voto di scambio. «Quel patrimonio umano e politico non poteva essere disperso», spiegano Vito Antonio Labianca e Tommaso Lorusso che adesso ricoprono le cariche rispettivamente di presidente e coordinatore regionale di VeroCentro.
La formazione
Il nuovo movimento raggruppa 42 amministratori sparsi in tutta la provincia di Bari. E molti di questi hanno un passato in Sud al Centro, sparito dai radar della politica in seguito all’inchiesta sul voto di scambio e pochi mesi prima delle comunali baresi. Oltre il bitontino Labianca, eletto nei mesi scorsi consigliere metropolitano, e l’altamurano Lorusso, assessore nel suo Comune, a comporre la dirigenza del movimento sono il vicepresidente Antonio Colella da Polignano a mare, la tesoriera Giusi Pepe da Capurso, il vicecoordinatore regionale Mario Matteo Malcangi da Corato, il coordinatore provinciale barese Antonio Baccellieri da Sannicandro, il vice coordinatore Antonio Lapolla da Gravina in Puglia, il coordinatore amministrativo Rocco Campanella da Adelfia e la dirigente della sezione femminile Luciana Barbetta da Cellamare. «Sud al Centro era un movimento animato da professionisti appassionati e di valore che non possono essere bistrattati – aggiungono Labianca e Lorusso – Da quell’esperienza nasce VeroCentro, contenitore politico che guarda alle prossime regionali ma che, nel frattempo, farà politica attiva sul territorio». Secondo le indiscrezioni, il movimento non sarà presente alle prossime elezioni comunali in programma a fine maggio anche in città strategiche per gli equilibri politici pugliesi come Taranto e Triggiano. L’orizzonte è quello delle regionali e, in quell’occasione, VeroCentro potrebbe federarsi con un partito nazionale in modo tale da superare la soglia di sbarramento del 4%.
La strategia
Nel frattempo, come si legge in una nota, il movimento capitanato da Labianca e Lorusso aggregherà «chi non si riconosce nei partiti tradizionali», ponendosi come «punto di riferimento per quelle persone che cercano soluzioni equilibrate e pragmatiche ai problemi sociali ed economici». «Il nostro movimento politico – concludono Labianca e Lorusso – si pone al servizio della comunità come luogo di confronto in cui ascoltare le necessità dei cittadini, dove riconoscere i bisogni delle persone per elaborare soluzioni alle emergenze».