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Dissesto idrogeologico, in Puglia danni per mezzo miliardo di euro

Dissesto idrogeologico, in Puglia danni per mezzo miliardo di euro

Un rapporto che fotografa la situazione critica legata agli eventi climatici e ai costi da sostenere per correre ai ripari dei danni provocati sul territorio. In dieci anni, tra il 2015 e il 2024, ammontano a oltre mezzo miliardo di euro i danni causati in Puglia da frane e alluvioni. A fronte di questi dati, i governi che si sono succeduti hanno stanziato complessivamente poco più di 25 milioni di euro, il 5 per cento delle coperture necessarie.

Lo studio

I dati sono contenuti nel rapporto «Quanto costa all’Italia la crisi climatica?» di Greenpeace Italia, diffuso ieri a Bari in occasione dell’apertura della mostra «Gea 2076-Ricordi dal futuro».
Nei dieci anni considerati dall’analisi, a livello regionale sono stati stanziati 433 milioni di euro per progetti destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico, ma la Puglia è tra le regioni dove la realizzazione di questi interventi avviene in un tempo superiore a cinque anni (più della media nazionale, pari 4,6 anni), spesso a causa di ritardi nella fase di progettazione e pianificazione.

La dichiarazione

«Più di mezzo miliardo di euro di danni causato da quattro eventi estremi in dieci anni un costo altissimo che ricade sugli abitanti della Puglia, regione duramente colpita anche da siccità e aumento delle temperature del mare, con grandi impatti sulla produzione agricola e la biodiversità marina», afferma Federico Spadini di Greenpeace Italia. La mostra sarà visitabile fino a oggi ed è accompagnata da un programma di eventi e momenti creativi che coinvolgeranno pubblico, esperti e realtà del territorio durante il weekend, tutto nella sede della mostra, in corso Vittorio Emanuele II.

Dopo le tappe di Roma e Padova nel mese di aprile, «Gea 2076» conclude il suo itinerario primaverile nel capoluogo pugliese, dove parallelamente alla mostra è stato realizzato un programma denso di eventi e momenti creativi che hanno coinvolto esperti, pubblico e realtà locali durante le tre giornate dell’appuntamento barese. L’evento barese è stato accompagnato dall’opera dell’artista Alessandro Calizza che mette in mostra gli impatti e i rischi futuri degli eventi meteorologici estremi. L’opera è una macchina del tempo che catapulta i visitatori in avanti di mezzo secolo per mostrare loro – attraverso l’espediente dell’iperbole – come in appena cinquant’anni gli impatti del cambiamento climatico, l’inerzia politica dei governi e la sete di profitto delle aziende inquinanti rischiano di condurci verso una realtà distopica