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Attualità Puglia

Deficit sanitario pugliese, la Cgil chiede di altre strade all’aumento dell’Irpef

Mentre si fa sempre più probabile, secondo l’annuncio dell’assessore regionale alla Sanità, un aumento dell’Irpef per coprire il buco da 369 milioni di euro, la segretaria regionale della Cgil, Gigia Bucci, invita a valutare tutte le strade possibili, prima di gravare sulle tasche dei cittadini, soprattutto per quelli con maggiore fragilità economica e sociale.

«Crediamo che una decisione che ricade indistintamente su tutti i cittadini pugliesi, soprattutto pensionati e lavoratori dipendenti a bassi salari, non possa essere presa senza prima aver esperito ogni possibile strada alternativa e un confronto con le parti sociali, in un tavolo nel quale affrontare tutti i nodi legati alla sanità pugliese e che ha vissuto di troppi vuoti in questi anni», afferma Bucci.

Le aspettative

Per la segretario della Cgil Puglia serve avere un quadro chiaro della situazione e degli interventi che si intendono mettere in campo per cercare soluzioni al problema xdel deficit sanitario. «Prima di tutto vorremmo un quadro puntuale della spesa, per capire le ragioni che hanno portato al disavanzo. Parlare esclusivamente in termini economicistici del diritto alla cura è un’aberrazione, va allora inquadrata la situazione, se legata a bisogni emergenti di salute o a cosiddetti sprechi, sui quali intervenire spendendo meglio», evidenzia Bucci che aggiunge: «Va da sé poi che il disavanzo è legato alle risorse disponibili, a partire dai finanziamenti ordinari statali sui quali vorremmo che la Regione Puglia facesse sentire di più e meglio la propria voce nei confronti del Governo, dei progressivi tagli al sistema sanitario pubblico e dei criteri di riparto del fondo nazionale che penalizzano regioni come la Puglia».

Bucci chiede anche un confronto «nel quale si riconosca il ruolo di rappresentanza delle organizzazioni sindacali e le proposte che da sempre abbiamo messo a disposizione della Regione per migliorare la qualità dei servizi e del lavoro di chi opera nelle strutture sanitarie».

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