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Cateno De Luca in Puglia con “Sud chiama Nord”: «Noi la vera anima civica»

De Luca ha governato quattro differenti città, arriva a Valenzano per l’assemblea regionale di «Sud chiama Nord»

Cateno De Luca in Puglia con “Sud chiama Nord”: «Noi la vera anima civica»

Il «sindaco di Sicilia» nella terra che un tempo fu del «sindaco di Puglia». Cateno De Luca, «collezionista» d’incarichi sindacali: ha governato quattro differenti città, arriva a Valenzano per l’assemblea regionale del movimento «Sud chiama Nord», accompagnato dalla presidente Laura Castelli, pugliese di origini, già viceministra in diversi governi, e Donato Amoruso, che coordina in Puglia quasi duemila iscritti e sarà presente al prossimo incontro del 25 luglio a Foggia.

Sindaco De Luca cosa può rappresentare la Puglia per il Movimento?

«La Puglia è già un riferimento per noi e stiamo raccogliendo diverse adesioni al nostro progetto. Siamo aperti al dialogo, ma in questa regione abbiamo fatto alcune scelte, come quella di sostenere Lobuono alle scorse regionali (a Valenzano era presente l’onorevole Picaro, ndr)».

E con chi volete dialogare?

«Noi siamo rappresentanti di un’anima civica che non trova riscontro nell’attuale panorama politico. In Puglia vogliamo dialogare con quanti dimostrano malessere per i partiti tradizionali e non hanno rappresentanza in altri contenitori».

Viene in terra pugliese a parlare di civismo, dove si è già sperimentato il progetto di Emiliano e ora di Decaro?

«Ma noi siamo una cosa diversa. Il civismo di Emiliano era un lifting ancorato alle aree partitiche, noi vogliamo cambiare un progetto basato solo sul consenso, mettendo insieme capre e cavoli. Abbiamo fatto traversate nel deserto per non cedere ai richiami dei partiti e la nostra forza sta proprio nella capacità di essere altro. In Sicilia siamo diventati baricentrici, tutti ci vogliono, puntiamo a diventarlo anche in Puglia e in altre regioni del Sud».

Ieri, nel Salento erano su uno stesso palco D’Alema, Conte e Decaro con chi farebbe un’alleanza?

«D’Alema non m’interessa. Conte eviterei, resta Decaro a cui mi lega uno stesso destino da sindaco di trincea, ma è presto per fare progetti di alleanza. Ripeto, noi siamo cosa diversa e siamo orgogliosi del nostro percorso in autonomia».

In Puglia ex Ilva e Natuzzi sono i temi più scottanti per la tutela del lavoro. Lo Stato dovrebbe intervenire?

«Dai tempi della Fiat assistiamo a queste dinamiche: aiuti di Stato e chiusura di stabilimenti. Più che imprenditori li definirei “predatori” di risorse. Temo per il futuro di due realtà così importanti per la Puglia e l’Italia».

E teme anche l’autonomia differenziata di Calderoli?

«Lì ho meno timori, a un patto però se il Sud è l’hub nazionale dell’energia le risorse devono restare sul territorio. È tempo di dire basta alle rapine legalizzate».