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Da Lecce a Bari per la terapia contro il tumore, in 7 mesi ha percorso 25mila km: l’odissea di una paziente salentina

Taxi, ospedale, terapia, di nuovo taxi, poi treno e qualcuno che vada a prenderla per riportarla a casa. È l’odissea di una paziente oncologica leccese che, per sette mesi, ha dovuto fare da “pendolare” tra il capoluogo salentino e Bari, percorrendo circa 25mila chilometri, per sottoporsi alle cure per la sua malattia.

A denunciarlo sono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, spiegando che la paziente si è sottoposta a ipertermia oncologica, una tecnica «che indebolisce le cellule tumorali tramite il calore, potenzia l’efficacia delle terapie tradizionali (chemio e radioterapia) nel trattamento delle neoplasie solide».

I consiglieri del gruppo guidato da Paolo Pagliaro nel Consiglio regionale della Puglia, evidenziano che non si tratta di «una terapia miracolosa, ma ha effetti positivi accertati che migliorano la qualità di vita dei pazienti oncologici: attenua il dolore, contribuisce a ridurre la massa tumorale in vista dell’asportazione chirurgica, non ha effetti collaterali».

L’ipertermia oncologica, proseguono da Fratelli d’Italia, «può essere erogata in regime di esenzione ticket per patologia, ma in Puglia si esegue solo all’istituto tumori di Bari, per cui i pazienti pugliesi degli altri territori non solo sono costretti a trasferte a Bari per sottoporsi al trattamento ipertermico, ma devono eseguire nello stesso istituto anche le terapie tradizionali».

A prevederlo è la delibera di Giunta regionale del 17 marzo 2025, n. 319, «che approva tra i pacchetti di day service la chemio-immunoterapia per neoplasie maligne in combinazione con ipertermia locoregionale esterna. Questo comporta costi e disagi enormi, insostenibili per i pazienti in condizioni di maggiore vulnerabilità».

Fratelli d’Italia riferisce quindi la storia della paziente leccese, sottolineando che «la politica ha il dovere di scegliere e di dare risposte, soprattutto ai suoi cittadini più vulnerabili, e deve farlo in fretta» perché il diritto alle cure «deve essere garantito a tutti».

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia hanno, dunque, depositato una mozione «che impegna la Giunta regionale a estendere questo trattamento in tutte le Asl pugliesi, prevenendone l’erogazione in almeno una struttura pubblica per ciascuna azienda sanitaria locale, in modo da consentire alla platea dei pazienti oncologici pugliesi di giovarsi dei benefici di questa terapia adiuvante».

In attesa di questa attivazione, concludono da Fratelli d’Italia, «chiediamo che ai pazienti non baresi sia consentito di sottoporsi ad ipertermia all’oncologico di Bari senza dover necessariamente eseguire in loco anche le altre cure, in modo da evitare trasferte prolungate e onerose fuori provincia».

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