È l’aprile del 2019 quando il 25enne foggiano Michele Minchillo, chef con le radici della sua formazione a Vieste e poi specializzatosi all’Alma di Gualtiero Marchesi, inaugura a Crema, in uno splendido palazzo del 1300 il suo ristorante gourmet, il Vitium. Quattro anni dopo, gli sarà assegnata persino una stella Michelin, citando nella guida la sua celebre “Cacio e pepe con tartare di gamberi e lime”. Facciamo un passo indietro, perché secondo la Procura di Bari, quella cucina, quelle attrezzature per inaugurare il Vitium sarebbero state pagate con il denaro di Pugliapromozione.
Le forniture
La prima fattura, per un totale di 27.188 euro, del 17 dicembre 2018 e relativa a “frigoriferi e forno professionale ed attrezzatura per la ristorazione” viene pagata con soldi pubblici, con le causali: “adeguamento impianti idrico sanitari sede Pugliapromozione piazza Aldo Moro Bari, completamento arredi, allestimenti con lavori di manutenzione”, e poi “fornitura servizi per la partecipazione della regione Puglia alla settimana della cucina nel mondo a Ryad (Arabia Saudita)” e infine “liquidazione a saldo conferma d’ordine 5216 del 10.12.2018 fornitura arredi ed attrezzature”.
Poi però ci saranno le fatture del 18 marzo 2019 per la “cucina Silver 9.3 a gas con 6 fuochi e scaffalature varie”, i 450 euro per le “coppe IGLU”, robot e impastatrice da cucina, un armadio frigo, 2 per pasticceria della capacità di 573 litri e uno fermalievitazione della capacità di 40 teglie 60 X 40 con umidificatore. Pochi giorni dopo, così organizzato, nella splendida cornica di Crema, aprirà il Vitium, chiuso solo qualche mese fa.