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Crisi Natuzzi: avviata la composizione negoziata. Il piano per il rilancio

Il nuovo assetto industriale prevede la prosecuzione delle attività manifatturiere in due soli stabilimenti del gruppo

Crisi Natuzzi: avviata la composizione negoziata. Il piano per il rilancio

Il gruppo Natuzzi ha ufficialmente annunciato l’avvio della procedura di composizione negoziata della crisi della durata di 12 mesi, una mossa drastica che comporterà una profonda e dolorosa riorganizzazione industriale con il drastico taglio dei siti produttivi attivi sul territorio.

La comunicazione ufficiale è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 11 giugno, durante il tavolo istituzionale convocato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) alla presenza del ministro Adolfo Urso, dei sindacati e dei vertici aziendali.

Il nuovo assetto industriale prevede la prosecuzione delle attività manifatturiere in due soli stabilimenti del gruppo. Di conseguenza, a partire dal secondo semestre del 2026, scatterà la sospensione totale delle attività presso il sito di Iesce 2 e il fermo temporaneo degli impianti di Graviscella e del polo PS Santeramo.

«Il piano di ristrutturazione aziendale – spiega il colosso dell’arredamento in una nota ufficiale – sarà strettamente finalizzato al risanamento della posizione finanziaria del gruppo e al fondamentale ripristino di un equilibrio economico-operativo che possa rivelarsi sostenibile nel medio e lungo periodo».

La decisione di ricorrere alla composizione negoziata – uno strumento giuridico volto al recupero delle imprese in condizioni di squilibrio patrimoniale prima che si arrivi al dissesto – certifica la complessità del momento economico attraversato dallo storico marchio pugliese, da tempo alle prese con una contrazione dei mercati internazionali. Ora l’attenzione si sposta sulle ricadute occupazionali: i sindacati di categoria hanno già espresso forte apprensione per il futuro dei lavoratori dei tre siti coinvolti dal blocco e chiedono l’attivazione immediata di ammortizzatori sociali e tutele per il bacino della Murgia.

Il piano

Emergono i dettagli del drastico piano di salvataggio e ristrutturazione industriale annunciato dal Gruppo Natuzzi al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Se nell’immediato la produzione si contrarrà in soli due siti storici, la strategia di respiro internazionale punta a una profonda revisione del modello operativo e organizzativo per rispondere alla crisi del mercato globale, fissando già le tappe per il futuro del distretto murgiano.

Superata la prima fase emergenziale, l’obiettivo dichiarato dall’azienda è quello di ricreare un assetto produttivo strutturato e allineato ai reali volumi della domanda, che preveda a regime il mantenimento di 4 stabilimenti per il “Polo Italia”. Nel frattempo, per contenere le perdite, il colosso del mobile imbottito attuerà una parziale e temporanea delocalizzazione: alcune linee di prodotto che oggi presentano margini economici fortemente compromessi – e che rappresentano comunque una quota minoritaria della produzione complessiva del marchio – verranno temporaneamente trasferite presso lo stabilimento controllato dal Gruppo in Romania, con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità finanziaria in questa delicata congiuntura.

Sul fronte caldissimo della gestione del personale, Natuzzi ha messo nero su bianco la necessità di alleggerire l’organico, escludendo tuttavia l’arma dei licenziamenti unilaterali. L’azienda ha confermato l’urgenza di avviare, entro la fine del 2026, un piano di incentivazione all’esodo basato esclusivamente sulla volontarietà dei lavoratori.

Il programma si rivolgerà a un tetto massimo di 120 dipendenti. Per finanziare l’operazione, la società ha già stanziato un fondo straordinario di 6 milioni di euro (pari a una media di circa 50mila euro di incentivo a lavoratore). La misura, fa sapere il management, non si limiterà alla liquidazione economica ma:

  • Sarà accompagnata da strumenti di supporto alla transizione professionale.
  • Prevederà specifiche iniziative di ricollocazione sul mercato del lavoro (outplacement).
  • Verrà gestita in stretta sinergia e raccordo con le istituzioni territoriali e nazionali.

«La piena attuazione di questi interventi – conclude la nota ufficiale diffusa dal Gruppo Natuzzi – consentirà finalmente di avviare una profonda e necessaria revisione del nostro modello operativo, organizzativo e industriale, l’unica risposta possibile di fronte ai profondi e repentini mutamenti strutturali che stanno interessando il mercato globale dell’arredamento».