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Corte dei Conti, in Puglia danni per oltre 10 milioni di euro per finanziamenti pubblici a privati

Ammontano a oltre 10 milioni di euro i danni erariali accertati in Puglia nel corso del 2025 relativi a finanziamenti pubblici indebitamente percepiti da soggetti privati. È quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte dei Conti pugliese, Pasquale Daddabbo, presentata nel corso della cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario contabile. Il bilancio evidenzia come le maglie…
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Ammontano a oltre 10 milioni di euro i danni erariali accertati in Puglia nel corso del 2025 relativi a finanziamenti pubblici indebitamente percepiti da soggetti privati. È quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte dei Conti pugliese, Pasquale Daddabbo, presentata nel corso della cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario contabile.

Il bilancio evidenzia come le maglie dei controlli siano state talvolta aggirate attraverso meccanismi fraudolenti, coinvolgendo non solo imprenditori ma, in alcuni casi, anche il personale delle istituzioni.

Tra le sentenze più rilevanti spicca quella che ha interessato la provincia di Foggia: qui, oltre alla società beneficiaria e al suo titolare, sono stati condannati due dipendenti della Regione Puglia. Il danno erariale, quantificato in circa un milione di euro, è legato all’indebita percezione di contributi per interventi in ambito forestale a valere sui fondi Psr 2007-2013 e 2014-2020.

Un altro filone d’indagine ha portato a una condanna per circa 4 milioni di euro in provincia di Lecce. In questo caso, una società del settore turistico e il suo amministratore avrebbero giustificato le spese attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, attingendo ai fondi Por Puglia 2007-2013.

Complessivamente, le risorse sottratte riguardano una vasta gamma di strumenti finanziari: dal Pnrr gestito tramite Simest, ai fondi agricoli Feaga e Pac erogati dall’Agea, fino ai fondi strutturali Fesr.

Risarcimenti per violenze e arresti ingiusti

Oltre ai flussi finanziari illeciti, la relazione del presidente Daddabbo ha acceso un faro sui cosiddetti “danni indiretti“, ovvero i rimborsi che lo Stato è stato costretto a versare ai cittadini a causa della condotta illecita dei propri dipendenti.

In questo ambito, la Procura ha agito per il recupero di oltre 400mila euro pagati dal ministero dell’Istruzione a seguito di una sentenza di condanna per violenza sessuale commessa da un collaboratore scolastico ai danni di minori. Circa 150mila euro, poi, sono stati versati dal ministero dell’Interno a privati cittadini ingiustamente arrestati per la detenzione di armi che, secondo quanto accertato, erano state introdotte nella loro abitazione da due carabinieri.

I numeri della giustizia contabile

Nel corso del 2025, la Corte dei Conti ha depositato complessivamente 288 sentenze. Sotto la lente della Procura sono finiti numerosi dipendenti pubblici: 30 di enti locali, 27 operatori delle Asl, 25 dipendenti statali e 4 della Regione Puglia.

Sul totale dei provvedimenti, 70 sentenze hanno riguardato giudizi di responsabilità amministrativa, mentre 186 sono state relative a contenziosi pensionistici.

Chiesti risarcimenti per oltre 12 milioni di euro

Nel corso del 2025, la Procura della Corte dei Conti pugliese ha aperto 1.452 nuovi fascicoli (circa il 6% in meno rispetto al 2024) mentre ne sono stati definiti 2.614; con una giacenza finale, al 31 dicembre 2025, di 6.147 fascicoli (con una riduzione di 1.152 fascicoli pendenti rispetto all’anno precedente). Lo ha detto, nel corso della sua relazione, il procuratore regionale della Corte dei conti pugliese, Carmela De Gennaro.

«Sono stati attivati – ha detto De Gennaro – 53 nuovi giudizi, di cui 48 afferenti a fattispecie di responsabilità risarcitoria, uno di natura cautelare e quattro per resa di conto, mediante i quali è stato chiesto, ai diversi convenuti in giudizio, un risarcimento complessivo di 12 milioni e 271 mila euro».

L’importo delle condanne divenute definitive nel corso del 2025, ha aggiunto il procuratore, ammonta complessivamente a 6 milioni e 674 mila euro, «di cui circa 3 milioni e 743 mila euro afferiscono a sentenze divenute definitive già in primo grado e 2 milioni e 931 mila a quelle emesse in sede di appello».

Per quanto riguarda, invece, le somme «effettivamente incamerate nel corso dello scorso anno», l’attività di monitoraggio sulla esecuzione delle sentenze ha consentito il recupero effettivo di circa 2 milioni e 345 mila euro da parte delle amministrazioni danneggiate, «cui, per effetto della cosiddetta “riparazione spontanea” deve aggiungersi quella di circa 177mila euro versata dai presunti responsabili già nel corso dell’attività istruttoria o a seguito della notifica di invito a dedurre».

Nel 2025, ha concluso De Gennaro, «sono stati introitati all’erario complessivamente circa 2 milioni e 600mila euro, mentre nel quinquennio 2021-2025, è stata recuperata la somma complessiva di 15 milioni e 600 mila euro».

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