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Corte dei Conti, la Puglia rischia di perdere il 91% dei fondi destinati a superare i ghetti dei braccianti

Per la Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti è «del tutto insufficiente» il risultato dell'analisi dei Piani urbani integrati per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, finanziati dal Pnrr e Pnc e affidati agli enti locali. Il quadro che emerge dal lavoro dei…
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Per la Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti è «del tutto insufficiente» il risultato dell’analisi dei Piani urbani integrati per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, finanziati dal Pnrr e Pnc e affidati agli enti locali. Il quadro che emerge dal lavoro dei giudici contabili – è detto in una nota – è «caratterizzato da criticità procedurali e organizzative tali da incidere significativamente sulla capacità di conseguire gli obiettivi fissati dal Pnrr nei termini stabiliti».

Criticità caratterizzate da ritardi e continue rimodulazioni che espongono gli enti «non solo al mancato conseguimento dei target fissati, ma anche alla necessità di valutare eventuali profili di responsabilità» per l’utilizzo di risorse pubbliche in spese di progettazione o di avvio dei progetti, poi divenuti inutili. L’indagine ha esaminato l’utilizzo delle risorse assegnate agli enti locali pugliesi per oltre 114 milioni di euro, più della metà dei fondi previsti a livello nazionale per l’attuazione del progetto (200 milioni).

«Dall’indagine – annotano i magistrati – emerge che, allo stato attuale, soltanto il 9% delle risorse, pari a circa 11,7 milioni, riguarda interventi in corso che non presentano rilevanti criticità. Al contrario, una quota preponderante pari all’80% del finanziamento complessivo (oltre 90,3 milioni), destinata ai comuni di Cerignola, Manfredonia e San Severo, concerne interventi che hanno registrato ritardi tali da essere sottoposti a un concreto rischio di perdita del finanziamento e di mancato raggiungimento degli obiettivi. A ciò si aggiunge un ulteriore 11% di risorse, pari a oltre 12,1 milioni, oggetto di rinuncia da parte degli enti beneficiari».

Le maggiori criticità si registrano nella provincia di Foggia. «Emblematico» viene definito il caso del Comune di Manfredonia, destinatario di oltre 53,6 milioni per l’area di Borgo Mezzanone: «il progetto è fermo alla fase istruttoria e ha subito una drastica rimodulazione, passando da 4.000 a 1.250 posti letto previsti».

Stesse difficoltà interessano i comuni di Cerignola (8,8 milioni di euro) e San Severo (27,8 milioni di euro), dove la mancata o tardiva formalizzazione degli accordi attuativi ha causato una sostanziale paralisi dell’azione amministrativa, nonostante la rilevanza strategica degli interventi. L’intervento esaminato è segnato anche da numerose rinunce al finanziamento. I comuni di Lesina, Poggio Imperiale, San Marco in Lamis e Turi hanno formalizzato la volontà di non procedere. «Grave» viene definito il caso di San Ferdinando di Puglia dove vengono evidenziate «condotte di totale inerzia istruttoria in violazione dell’obbligo di leale collaborazione che impediscono alla Corte dei conti la verifica del corretto utilizzo delle risorse pubbliche assegnate». «Nel panorama regionale così fortemente critico si distingue, tuttavia, qualche eccezione positiva»: i Comuni di Brindisi e Carpino.

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