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Consiglio regionale della Puglia, il presidente Matarrelli: «Occorreva una figura capace di gestire il confronto» – L’INTERVISTA

Non una compensazione territoriale, ma una scelta politica e istituzionale. La nomina di Toni Matarrelli alla presidenza del Consiglio regionale non va letta come un «contentino» per Brindisi, rimasta fuori dalla nuova giunta, ma come una mossa per rafforzare la tenuta dell’aula e la credibilità dell’assemblea in una legislatura che si annuncia complessa. La sua…
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Non una compensazione territoriale, ma una scelta politica e istituzionale. La nomina di Toni Matarrelli alla presidenza del Consiglio regionale non va letta come un «contentino» per Brindisi, rimasta fuori dalla nuova giunta, ma come una mossa per rafforzare la tenuta dell’aula e la credibilità dell’assemblea in una legislatura che si annuncia complessa.

La sua elezione può essere interpretata come un riconoscimento per Brindisi?

«No, non la considero una compensazione territoriale. La presidenza del Consiglio regionale non è una bandierina da assegnare, ma una funzione di garanzia. La mia elezione è legata all’esperienza maturata nelle istituzioni: da sindaco, da amministratore, da presidente della Provincia. Serve equilibrio e capacità di tenere insieme il confronto politico, anche quando è duro».

Quale messaggio politico intende trasmettere la scelta caduta su di lei?

«La Puglia ha bisogno di un Consiglio autorevole, sobrio e operativo. Il voto ampio che ho ricevuto lo interpreto come una richiesta di serietà e responsabilità. In aula ci si confronta, anche aspramente, ma si deve arrivare a decisioni concrete: sanità, lavoro, servizi, diritti».

E sul tema della sobrietà e dello stop alle leggi-mancia?

«Significa rigore istituzionale e rispetto per i cittadini. Vuol dire evitare sprechi, ridare centralità alla funzione legislativa e costruire norme utili, trasparenti, efficaci. La politica deve tornare credibile: meno propaganda, più risposte».

Il rapporto con la giunta e il presidente Decaro?

«Punto ad una leale collaborazione, nel rispetto dei ruoli. Il Consiglio deve essere luogo di confronto e controllo, ma anche motore legislativo».

Il sottotesto politico è chiaro: la Puglia non può permettersi una legislatura ostaggio di veti e rancori.

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