Certo, «è un incarico istituzionale e di conseguenza starò molto più tempo a Bari, nel Palazzo, ma io sono e resto un uomo politico del territorio». Esordisce così, Renato Perrini, forte delle oltre 15mila preferenze raccolte nel collegio di Taranto con Fratelli d’Italia e appena eletto vicepresidente del Consiglio regionale. Una carica di garanzia che, tuttavia, non smorza la sua verve politica: «Avrò sempre a cuore i problemi dei cittadini, continuando ad avere i rapporti che ho sempre avuto».
Quali saranno le priorità?
«Le emergenze quotidiane: sanità e sostegno alle categorie meno fortunate, senza trascurare i consorzi di bonifica e le infrastrutture. La invito a una riflessione: quali sono le opere pubbliche realizzate negli ultimi anni? Nessuna, glielo dico io».
Scettico anche sul recente provvedimento per l’abbattimento delle liste d’attesa?
«Ho dei dubbi. Se il personale in servizio è quello, come possiamo immaginare che lavorino di notte e nei festivi? È questione di uomini e qui negli ultimi anni si è investito poco, a differenza delle strutture».
I numeri confermano il trend positivo del partito in Puglia.
«Basta guardare le cifre raggiunte dai candidati con i loro voti di preferenza per avere conferma».
Fdi in Puglia ha margini per crescere ancora?
«Certo, a patto che la classe politica venga scelta sui territori e non a Roma».
Dopo il voto alle Regionali, la stagione civica è archiviata?
«L’esempio di Giorgia Meloni conferma che un governo dura anche perché ha alle spalle un partito solido. In Puglia, invece, abbiamo assistito nella passata legislatura a tre anni di stallo proprio per i problemi creati alla giunta dalle liste civiche. Io continuo a credere che il ruolo dei partiti sia ancora oggi fondamentale».










