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Commissione sanità Puglia, si sblocca l’iter per l’attivazione dell’Osservatorio per l’autismo: entro un mese la delibera

Luci e molte ombre sull'assistenza ai pazienti con disturbo dello spettro autistico in Puglia. Se da un lato l'iter burocratico per le nuove istituzioni di garanzia sembra sbloccarsi, dall'altro la sanità pubblica territoriale alza bandiera bianca di fronte alla cronica mancanza di risorse e di medici specialisti. È questo il quadro in chiaroscuro emerso oggi…
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CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA, NUOVA SEDE ESTERNI PALAZZO

Luci e molte ombre sull’assistenza ai pazienti con disturbo dello spettro autistico in Puglia. Se da un lato l’iter burocratico per le nuove istituzioni di garanzia sembra sbloccarsi, dall’altro la sanità pubblica territoriale alza bandiera bianca di fronte alla cronica mancanza di risorse e di medici specialisti. È questo il quadro in chiaroscuro emerso oggi pomeriggio durante i lavori della terza commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese, presieduta da Felice Spaccavento (Prossima).

La buona notizia, emersa a seguito dell’audizione richiesta dal consigliere Tommaso Scatigna (Fratelli d’Italia), è che entro un mese la Giunta regionale dovrebbe finalmente varare la delibera per l’attivazione dell’Osservatorio pugliese per l’autismo, previsto dalla legge regionale 12 del 2025. Durante il dibattito, lo stesso Scatigna ha rimarcato l’urgenza di potenziare la presa in carico globale soprattutto per i pazienti over 18, chiedendo una riscrittura dei regolamenti regionali alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche. Dal canto suo, la consigliera Rosa Barone (M5s) ha lanciato un appello a non disperdere il prezioso lavoro già impostato nella precedente legislatura dal tavolo regionale dedicato al tema.

Il nodo dei Centri d’eccellenza: Asl in ginocchio

La vera doccia fredda è arrivata sul fronte operativo, ovvero sull’attivazione dei tanto attesi Centri d’eccellenza per la presa in carico dei soggetti autistici. Sebbene le Asl pugliesi abbiano già individuato le sedi fisiche per ospitare le strutture, i referenti delle aziende sanitarie hanno ammesso in audizione che non c’è alcuna certezza sulle date di apertura.

Il motivo? Un ostacolo che appare al momento insormontabile per il sistema pubblico: mancano le coperture economiche ma, soprattutto, scarseggiano le professionalità cliniche necessarie per far funzionare i centri. Una difficoltà gestionale interna così profonda da spingere i vertici sanitari a una richiesta drastica: per riuscire a coprire il fabbisogno e le esigenze legate alla salute mentale e all’autismo, sarà necessario l’intervento massiccio del settore privato.

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