Via libera bipartisan alla manovra che alleggerisce i conti e promette nuovi margini di spesa per lo sviluppo. La prima seduta della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Puglia segna un passaggio politico e tecnico di rilievo per i conti della Regione Puglia: approvato all’unanimità il disegno di legge che cancella l’obbligo di restituzione delle anticipazioni di liquidità contratte negli anni passati con lo Stato, liberando risorse per centinaia di milioni di euro destinate agli investimenti. Il provvedimento, atteso ora dal voto dell’aula, recepisce le disposizioni della legge di bilancio nazionale e consente alla Regione di eliminare dai propri conti una posta debitoria storica legata al prestito di circa 630 milioni di euro erogato nel 2013 per il pagamento dei fornitori delle aziende sanitarie. Il debito residuo sarà assunto dal bilancio statale, mentre la Regione manterrà un impegno pluriennale di equilibrio finanziario attraverso un contributo alla finanza pubblica.
Dal punto di vista tecnico si tratta di una revisione strutturale del bilancio: vengono cancellati accantonamenti obbligatori che negli anni hanno congelato risorse e compresso la capacità di spesa. La conseguenza diretta è l’ampliamento dei margini per le politiche di investimento e la prospettiva, ritenuta ormai concreta, di un ritorno all’avanzo di amministrazione già dal 2026. L’assessore regionale al Bilancio Sebastiano Leo parla di un’operazione di «pulizia contabile» che rafforza la solidità finanziaria dell’ente e semplifica la struttura del bilancio, trasformando un rimborso in un contributo stabile allo Stato. Una misura che, pur ampliando la capacità di spesa, resta vincolata ai limiti del patto di stabilità e agli obiettivi di contenimento della finanza pubblica.
Soddisfazione anche da parte del presidente della Commissione Bilancio Ubaldo Pagano, che definisce il via libera «un passaggio fondamentale per dare respiro alle casse regionali e sostenere progetti concreti per il territorio». Determinante, sul piano politico, la convergenza tra maggioranza e opposizione, che ha consentito un’accelerazione dell’iter per rispettare la scadenza fissata dal Governo per l’adesione al meccanismo. L’intervento si inserisce in un quadro finanziario ancora complesso. Se da un lato la cancellazione del debito storico sblocca risorse e migliora gli indicatori contabili, dall’altro resta aperto il nodo della sanità regionale, con un disavanzo in via di quantificazione stimato in circa 300 milioni di euro, destinato a pesare sulle future scelte di bilancio. Sul piano operativo, la Regione si impegna ad applicare al bilancio di previsione, dal 2026 al 2051, un risultato di amministrazione predeterminato, mentre il debito residuo verso Cassa Depositi e Prestiti sarà posto a carico dello Stato.
In caso di sforamento dei limiti di spesa scatteranno meccanismi automatici di recupero sulle giacenze regionali presso la tesoreria statale. Parallelamente, la Commissione ha approvato un provvedimento che unifica debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive per circa 648mila euro e ha avviato un monitoraggio straordinario della spesa pubblica, con particolare attenzione ai fondi destinati al contrasto del dissesto idrogeologico, spesso rallentati da ritardi amministrativi o utilizzi impropri. Il percorso istituzionale proseguirà nei prossimi giorni con l’esame in Consiglio regionale.
L’obiettivo dichiarato è consolidare la stabilità dei conti e tradurre i nuovi margini finanziari in investimenti produttivi, in una fase in cui la sostenibilità della spesa pubblica resta il principale banco di prova della politica economica regionale.