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Cisl Puglia, Castellucci: «Appalti pubblici in Regione, senza confronto si riducono i salari»

«La Cisl Puglia lo aveva evidenziato più volte, anche nel corso del confronto istituzionale che ha accompagnato l’approvazione della legge regionale n. 30/2024 denominata ‘Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Puglia’, applicata ai contratti di appalto, concessione e servizi della Regione Puglia, degli enti strumentali e delle aziende collegate: intervenire per legge, senza un pieno e strutturato coinvolgimento delle parti sociali, rappresenta un errore di metodo e di merito». Lo afferma il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci.

«Una scelta – continua – volta a indebolire il ruolo della contrattazione e a comprimere gli spazi di confronto, con effetti distorsivi che potrebbero incidere negativamente proprio sui lavoratori che si intende tutelare, al di là delle aspettative trionfalistiche dichiarate, così come emerge dai recentissimi fatti riportati dalla cronaca».

«In queste settimane – prosegue Castellucci – da quanto apprendiamo sulla stampa, i fatti confermano le ragioni e le valutazioni della Cisl Puglia. In alcuni appalti pubblici regionali, a partire dal settore del portierato, sta emergendo un dato evidente: all’aumento della paga oraria, definito per legge regionale e vincolato nel bando, si accompagna una riduzione delle ore lavorate. Questo non è un effetto collaterale, ma la conseguenza diretta di scelte lontane dalla realtà negoziale. Un paradosso che la politica regionale, sia di maggioranza sia di opposizione, non può più ignorare né sottovalutare».

Per Castellucci «il punto è chiaro e la nostra valutazione come Cisl è squisitamente sindacale. Il salario non è una variabile isolata. Intervenire solo sulla paga oraria, senza governare contestualmente orari, organizzazione del lavoro e qualità dell’occupazione, significa indebolire le tutele anziché rafforzarle. È esattamente per questo che esiste la contrattazione collettiva, l’unico strumento in grado di garantire equilibrio, salute e sicurezza, giustizia salariale e condizioni di lavoro dignitose, nel rispetto dei principi costituzionali. La Cisl Puglia lo ribadisce con fermezza: i diritti dei lavoratori non si costruiscono per legge, ma attraverso relazioni sindacali vere, partecipazione, concertazione e contrattazione. Ogni scorciatoia normativa che esclude il confronto produce distorsioni e scarica i costi sui lavoratori».

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