«La Puglia è il laboratorio del Campo largo a livello nazionale. Qui abbiamo condiviso un progetto ed un programma e un metodo di lavoro, ancor prima della scelta degli uomini». Ne è convinto Cristian Casili, salentino di Nardò, classe ’76, già consigliere regionale per il Movimento 5 Stelle nelle due precedenti legislature, fresco di nomina come vice-Decaro con le deleghe a Welfare, Sport, Politiche giovanili.
Si aspettava di occupare questa poltrona?
«In realtà l’ho saputo solo poco prima, come voi giornalisti. Sapevo che avevamo lavorato bene e che si voleva dare un segnale forte di discontinuità rispetto al passato. Penso che la mia nomina vada proprio in questa direzione. Anche se sono stato il più suffragato del Movimento, è frutto di un ottimo lavoro di squadra con il presidente Giuseppe Conte che si è impegnato molto nella campagna elettorale pugliese. Un risultato che pesa anche a livello nazionale».
Il presidente Decaro ha già affermato di voler mettere mano alla cosiddetta «Legge Laricchia», fortemente voluta dal Movimento per mettere fine agli incarichi clientelari e assegnare posti di potere ai cosiddetti «trombati». Condivide questa necessità?
«Quella legge è stata fondamentale per sollevare un problema che condivido, per accendere i riflettori sui troppi incarichi assegnati dall’alto e senza merito. Non la rinnego. Se può essere migliorata, cercheremo di capire come e quando».
Nel Consiglio regionale, restano altri privilegi che, come Movimento, avete sempre contestato, come per esempio i vitalizi.
«La politica è sempre frutto di mediazioni complesse e non sempre si riescono a raggiungere tutti gli obiettivi. Tuttavia in Puglia, coerentemente con la nostra storia, siamo riusciti ad abolire i trattamenti di fine rapporto e questo non è un risultato da poco».
Il reddito di cittadinanza è un simbolo della vostra storia politica. Anche come assessore al Welfare, prevede di riproporla in Puglia?
«Sicuramente. Troveremo la modalità migliore per mettere a punto una misura di protezione sociale. Ci sono tante fasce di popolazione in grande sofferenza. Per la prima volta, nel mio assessorato, sono state accorpate deleghe importanti che prima erano in diversi dipartimenti. Questo rende più semplice strutturare un sostegno per i più fragili. Sarà una delle mie priorità».
La Puglia del boom turistico è prima in Italia per povertà relativa (quella delle famiglie) e peso dell’inflazione. Intanto i giovani continuano ad andare via.
«Sono tutti problemi che ho in agenda. Ci sono tante Puglie: ai grandi centri si contrappongono Comuni medio-piccoli che si stanno spopolando a causa della bassa natalità e dell’invecchiamento della popolazione. Bisogna ripartire dalle periferie territoriali per andare a intercettare questi disagi».








