La Pasqua 2026 si preannuncia come un vero e proprio salasso per migliaia di fuorisede e turisti pronti a mettersi in viaggio. A lanciare l’allarme è Assoutenti, che attraverso un monitoraggio delle tariffe denuncia il ritorno prepotente del fenomeno “caro-voli”: nonostante manchino ancora venti giorni alle festività, i prezzi dei biglietti per le tratte nazionali hanno già sfondato il tetto dei 400 euro per un viaggio di andata e ritorno.
A soffrire particolarmente è il collegamento con il Mezzogiorno, con la Puglia tra le mete più costose del Paese. Chi decide di volare da Milano a Brindisi tra il 3 e il 7 aprile deve mettere in conto una spesa minima di 296 euro, cifra che non include i costi accessori per il bagaglio a mano o la scelta del posto, “balzelli” destinati a far lievitare ulteriormente il conto finale. In altre regioni del Sud la situazione è persino peggiore, con la Genova-Catania che arriva a costare 418 euro.
Nemmeno il trasporto su rotaia offre una via di fuga economica. I treni ad alta velocità per raggiungere il Tacco d’Italia presentano tariffe proibitive: per un biglietto di sola andata il 3 aprile, servono almeno 120 euro da Milano a Lecce e 116 euro da Torino a Bari. Chi parte da Venezia per il Salento deve sborsarne 96.
“Si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente per la forte domanda”, avverte il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. Sulle tasche dei consumatori pesano non solo i rincari dei carburanti, ma anche le recenti tensioni internazionali che hanno portato alla chiusura di alcuni spazi aerei. Il rischio concreto è che tornare a casa per le feste diventi, ancora una volta, un lusso per pochi.