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Calo demografico, Cisl Puglia: «Serve un patto generazionale per occupazione e inclusione»

«I dati del Bilancio demografico 2025 pubblicato dall’Istat confermano che la Puglia è esposta a un calo demografico drammatico e persistente. La regione continua a perdere residenti per l’aumento dei trasferimenti verso altre regioni o all’estero e la significativa diminuzione delle nascite. Uno scenario che richiama, ancora una volta, la necessità di un patto generazionale capace di affrontare dinamiche che stanno trasformando profondamente la struttura sociale ed economica delle comunità pugliesi». Lo afferma il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci.

Secondo i dati Istat, al primo gennaio 2026 la popolazione pugliese conta 3.865.277 residenti, in calo rispetto ai 3.877.395 del 2025. La diminuzione interessa quasi tutti i i grandi centri, con le sole eccezioni di Bari e Lecce: Bari conta 316.248 residenti (315.831 nel 2025), Lecce 94.387 (94.187). Seguono Taranto con 185.112 (186.011), Foggia con 145.078 (145.198), Andria con 96.520 (96.750), Barletta con 92.067 (92.191), Brindisi con 81.181 (81.723) e Trani con 54.731 (54.803). Nel 2000 la popolazione regionale era di 4.034.132 abitanti: in 26 anni si registra dunque una perdita di oltre 168mila residenti.

Nel frattempo cresce la popolazione straniera residente, che al primo gennaio 2026 raggiunge le 165.797 unità (155.066 nel 2025). Il dato relativo ai laureati pugliesi che lasciano il territorio registra, nel 2024 (ultimo disponibile), che quelli trasferiti all’estero sono 178 nella fascia 0-24 anni, 1.355 tra 25-34 anni, 2.118 tra 35-64 anni e 33 tra gli over 65. Nello stesso anno, i laureati che si sono trasferiti in altre regioni italiane sono 489 (0-24 anni), 4.928 (25-34 anni), 688 (35-64 anni) e 248 (over 65). Sul fronte della natalità, nel 2025 il tasso di fecondità in Puglia scende a 1,11 figli per donna (1,16 nel 2024), al di sotto della media italiana pari a 1,14. Sale invece l’età media delle madri al parto, che raggiunge i 32,59 anni (32,53 nel 2024), in linea con la media nazionale di 32,7 anni.

«In soli 26 anni la Puglia ha perso oltre 168mila residenti – prosegue Castellucci – soprattutto tra i giovani e i più istruiti, attratti dalle maggiori opportunità offerte da altre regioni e Paesi. Un fenomeno che impoverisce il capitale umano e il mercato del lavoro, compromettendo il futuro del sistema produttivo, la sostenibilità del welfare e l’equilibrio sociale”.  Di fronte a questo scenario, secondo Castellucci “è necessario intervenire con urgenza attraverso politiche attive efficaci e mirate, capaci di garantire occupazione di qualità, in particolare per giovani e donne, e di rafforzare gli investimenti in formazione, innovazione e sostegno alla natalità all’interno di un vero processo di sviluppo».

«È il momento – conclude il leader della Cisl pugliese –  di costruire una vera alleanza generazionale, un patto fondato sulla corresponsabilità e sulla partecipazione, che affronti i problemi del lavoro dignitoso e stabile, dello sviluppo delle competenze, della valorizzazione dei talenti e dell’inclusione sociale. Un obiettivo raggiungibile solo attraverso una stretta collaborazione tra sistema formativo, scuola, università, istituzioni, rappresentanze sociali ed economiche, a partire da un confronto costante, ancora non adeguatamente avviato, tra Regione, imprese e sindacati».

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