Da settembre scorso un migliaio di bambini frequenta pagando solo la quota che spetta alle loro famiglie, ma le strutture aspettano dalla Regione la parte restante delle rette. È la denuncia del gruppo regionale di Fratelli d’Italia in relazione ai buoni educativi rimasti incagliati nelle maglie della burocrazia, con al Regione che tarda a sbloccare l’ultima tranche mettendo in seria difficoltà sia le famiglie che le strutture accreditate.
Il contesto
Succede in Capitanata, ma anche a Taranto o nel Brindisino. «C’è un asilo nido a Foggia con 19 bambini ammessi ai buoni educativi ma non finanziati; un altro a Manfredonia con 14 piccoli nella stessa situazione; due strutture a Martina Franca e Locorotondo con 13 bambini senza copertura. Ed è così in molte strutture in tutta la Puglia» denunciano i componenti del gruppo meloniano nell’assemblea regionale di via Gentile.
«In pratica, da settembre scorso un migliaio di bambini frequenta pagando solo la quota che spetta alle loro famiglie, ma le strutture aspettano dalla Regione la parte restante delle rette. Il problema non è di fondi, ma di tempi: un pesante ritardo burocratico nell’erogazione dei buoni educativi 0-3 anni». Per cercare di chiarire la questione il gruppo di Fratelli d’Italia ha chiesto un’audizione urgente in Commissione Lavoro.
Lo scenario
«Sono circa mille le richieste accolte ma da coprire, e tante strutture educative faticano a restare in piedi. In Puglia sono oltre 450 quelle accreditate con il sistema dei buoni educativi, che accolgono 12 mila bambini e danno lavoro a circa 6 mila addetti». Sono i dati diffusi dalla Federazione Federazione Italiana Scuole Materne e Nidi, che rappresenta circa 250 strutture educative per la prima infanzia dell’intera Puglia. «Realtà radicate nelle comunità locali, spesso uniche risorse educative disponibili per le famiglie, in particolare nelle aree interne e nei piccoli comuni» affermano i meloniani che evidenziano come: «Nonostante le rassicurazioni ricevute dall’Assessorato alla Cultura e alla Conoscenza e dalle competenti strutture regionali, la Federazione lamenta lungaggini che stanno pregiudicando il diritto dei minori e delle famiglie all’accesso ai servizi educativi, e la serenità operativa delle stesse strutture».
La prospettiva
Dalla Regione assicurano che la determina arriverà a breve, «ma è un ritornello che si ripete a vuoto. Ecco perché, in audizione, chiederemo risposte all’assessora Silvia Miglietta e ai funzionari regionali, sollecitando la soluzione del problema». I buoni educativi rappresentano un aiuto importante per le famiglie, «soprattutto quelle meno abbienti o con più figli, e di un sostegno vitale per le tante imprese del settore». Per l’anno in corso, che si concluderà il 30 giugno, la Regione ha stanziato 70 milioni di euro, ma ne ha erogati solo il 90 per cento. L’ultima parte, cioè 7,5 milioni, non è stata ancora trasferita, e questo ritardo sta mandando in tilt il sistema.