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Buco sanità in Puglia, FdI: «No aumento Irpef. Decaro cominci a risanare gli sprechi»

«La voragine nei conti della sanità pubblica regionale fa spavento: fra 350 e 450 milioni di euro, secondo le stime dei preconsuntivi. Il governo Decaro dovrà pagare i debiti contratti da chi l’ha preceduto, ma amministrare significa assumersi la responsabilità di quegli errori. Quindi, se bisogna risanare, non si può pretendere di presentare il conto ai cittadini strangolandoli con le tasse. No all’aumento dell’addizionale Irpef e ad aggiustamenti dell’Irap, no al mix delle due imposte o ad interventi sui redditi più alti, tutte ipotesi circolate in questi giorni». Lo denunciano in una nota congiunta i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.

Il sistema sanitario regionale «va bonificato prosciugando l’enorme sacca di sprechi. Tanti – sottolineano – ne abbiamo denunciati, e continueremo a farlo. Se si moltiplicano questi sprechi per cento, mille casi, per incapacità di programmare e gestire la sanità regionale, il buco è presto spiegato. Per non parlare delle tante ruberie e mazzette per le forniture e gli appalti sanitari, su cui indagano le procure».

«Ma chiedere ora ai cittadini pugliesi di stringere la cinghia, dopo aver dissipato i soldi pubblici destinati alla sanità che – ricordano – già divora oltre l’80% del bilancio della Regione, è davvero la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza». «Martedì prossimo, 10 marzo, la Regione dovrà relazionare sui conti delle dieci asl pugliesi ai ministeri di Salute e Finanze, e la verità verrà a galla. Noi chiediamo al presidente Antonio Decaro scelte responsabili, a cominciare – concludono da Fratelli d’Italia – dalla nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie, che sia dettata da competenze e capacità manageriali effettive. La verità è che la sanità è stata gestita come un feudo elettorale e di consenso».

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