«Nessuna scure sui piccoli ospedali e nessun piano nascosto. Il tema vero è rimettere ordine nei conti e riequilibrare un sistema che da anni soffre di un sottofinanziamento strutturale». L’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia rompe il silenzio e risponde alle accuse della Lega sul disavanzo della sanità pugliese, stimato in circa 369 milioni di euro. Sul tavolo, oltre all’ipotesi di nuove entrate fiscali, ci sono diversi dossier sotto osservazione: il sistema delle sanità service, la spesa farmaceutica, i danni da trasfusione e il riparto del fondo sanitario nazionale.
Il monitoraggio di Sanitaservice
«La Sanitaservice è uno dei temi che stiamo attenzionando con grande rigore – spiega Pentassuglia – insieme alla spesa farmaceutica e ad altre voci di spesa. Per questo abbiamo disposto uno stop alle nuove procedure: non era più possibile continuare senza verifiche alla luce della situazione economico-finanziaria».
Le scadenze del piano di rientro
Il quadro definitivo dei conti, assicura l’assessore, sarà chiarito nei prossimi mesi. «Stiamo lavorando con i ministeri competenti e entro il 30 aprile sarà certificato il dato ufficiale del debito sanitario. Subito dopo dovremo predisporre il piano di rientro, che la normativa prevede venga consegnato entro maggio».
Rete ospedaliera e organici
Sul fronte della rete ospedaliera Pentassuglia prova a spegnere le polemiche: «Non ci saranno chiusure di ospedali. Piuttosto analizzeremo i costi e l’organizzazione dei singoli reparti. L’obiettivo non è usare la scure ma riqualificare la spesa e rendere ogni presidio realmente funzionale al percorso di cura dei cittadini». La riorganizzazione, aggiunge, dovrà tenere conto anche della carenza di personale sanitario: «In alcune aree della Puglia abbiamo meno medici e operatori di quanti ne servirebbero persino per le attività ordinarie. È evidente che serva una riorganizzazione complessiva condivisa con sindacati, ordini professionali e organizzazioni di categoria».
Il peso dei farmaci salvavita
Tra i fattori che pesano sui conti regionali c’è anche il trasferimento alle Regioni di alcune spese prima a carico dello Stato. «Solo per i farmaci salvavita parliamo di circa 95 milioni – osserva l’assessore – mentre alcuni medicinali innovativi, come il Glifozime, comportano per la Puglia un costo aggiuntivo di 31 milioni. Poi ci sono i 21 milioni per i risarcimenti dei danni da trasfusione: partite da decine di milioni che, sommate, fanno la differenza».
La disputa sui trasferimenti
Pentassuglia respinge inoltre le accuse dell’opposizione sui presunti maggiori trasferimenti statali. «Si dice che la Puglia abbia ricevuto 700 milioni in più negli ultimi quattro anni, ma i dati raccontano altro. L’aumento del fondo sanitario per il 2025 è stato di circa 120 milioni, mentre l’incremento dei costi stimato dal ministero dell’Economia sfiora i 390 milioni. Questo significa che restiamo con uno squilibrio di oltre 250 milioni».
Il nodo del riparto nazionale
Infine il tema del riparto nazionale delle risorse. «A parità di popolazione – conclude l’assessore – ci sono regioni che ricevono finanziamenti molto più elevati della Puglia. È un disequilibrio che ci portiamo dietro da anni e che va corretto. Noi continueremo a mettere i dati sul tavolo, senza nascondere nulla. Ma la priorità resta una sola: garantire la presa in carico dei cittadini e investire nel capitale umano, a partire da medici e formazione universitaria».